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Wolfmother: il travolgente Hard-Rock di una volta rievocato ai nostri giorni

Nell'era in cui l'elettronica fa da regina e si insinua all'interno di tutti (o quasi) i generi musicali, fortuna che esistono ancora band come i Wolfmother che ci regalano del sano, energico ed autentico ROCK.


La band nasce come un trio australiano che nel 2006 debutta con l'omonimo album Wolfmother: subito è lampante che si tratti di una vera e propria band Hard Rock. Sì avete letto bene: proprio quel genere di musica derivante dal rock&roll e dal blues-rock che dalla fine degli anni '60 caratterizzò poi tutti gli anni '70. Questo loro primo album rappresenta un chiaro e forte segnale che i mostri sacri della storia del rock come Led Zeppelin, Black Sabbath, The Who e Deep Purple sono più che mai ancora vivi ed intorno a noi. E menomale che sia così. Sì perchè questi, allora giovanissimi, Wolfmother ci propongono un Hard Rock retrò: suoni massicci e talvolta ruvidi, una batteria secca e incalzante, schitarrate rock alla vecchia maniera che fanno venire voglia di headbanging e di mimare il riff con una chitarra immaginaria ed infine una voce, quella del frontman Andrew Stockdale dalla chioma ribelle (nonché anche il chitarrista della band), "alla Plant" che vola verso ottave altissime.

Sarebbe facile, e forse anche naturale, immaginare che si tratti di qualcosa di già sentito, di scontato, perfino di plagio. Eppure non è così. No perché, già dal primo pezzo, ti accorgi che stai ascoltando qualcosa di genuino e di puro. E' vero che nelle loro canzoni si possono trovare più di una citazione delle nostre care note sonorità anni '70, ma il sound è farcito da una notevole dose di originalità ed è proteso verso una ricerca sonora contemporanea.

La cover picture di "Wolfmother"

Il disco si apre con Dimension, pezzo che fa da preludio a tutte le tracce successive: un riff formato da basso, chitarra elettrica e batteria che ricordano molto i primi pezzi hard rock. Segue White Unicorn a metà tra i Led Zeppelin ed i migliori Who. Woman è il primo singolo di successo sfornato dal gruppo ed eccoti il riff stile Sabbath. Where Eagles Have Been, alternando chitarra acustica-voce a ruvide schitarrate, presenta un intro che ci ricorda "Going To California" dei Led Zeppelin per poi sfociare a sonorità più vicine ai Free o ai Bad Company: una rock ballad che trascina l'ascoltatore. Con Apple Tree ecco che si fa sentire un'influenza contemporanea mista ad una vena di punk con una chitarra alla Jack White che ti fa saltare sulla sedia, Jocker And The Thief insieme a Colossal sono due riuscitissimi pezzi in stile Led Zeppelin. Il primo lento dell'album è Mind's Eye e si tratta di un pezzo di grande ispirazione, dall'inzio pacato e pronto ad esplodere per lasciarci incantati. Pyramid con la sua intro distorta e la batteria cavalcante e la ruggente Witchcraft con tanto di assolo di flauto rappresentano due pezzi impeccabili e convincenti. Tales From The Forest Of Gnomes con i suoi cambi di ritmo e le sue accelerazioni ci fa respirare anni '70 a pieni polmoni. Gli ultimi due brani dell'album sono due vere e proprie chicche: il primo, il trascinante Love Train, è un meraviglioso pezzo country-rock con un groove che funziona alla perfezione ed il secondo (ed ultimo dell'album) Vagabond è caratterizzato da un inizio country che, grazie ad un crescendo perfetto, diventa un "leggero" pezzo rock che ti libera la mente e fa stare bene.


Il frontman della band Andrew Stockdale

Siamo d'accordo: i giovani Wolfmother del loro album d'esordio citano parecchio, è vero. Ma se questo è il risultato evviva le citazioni! Questa band raccoglie al meglio i frutti che il passato ci ha lasciato ed il risultato è un signor disco che ci proietta verso un'altra dimensione temporale. Dal loro debutto ad oggi Stockdale e soci (che negli anni hanno cambiato formazione più di una volta) hanno diviso pubblico e critica per la loro evidente ispirazione al rock settantiano: se da un lato questa considerazione è innegabile, dall'altro è ancora più innegabile che il loro disco d'esordio è un album di qualità eccelsa che ci ha regalato brani oggi diventati dei classici dei nostri giorni. L'album Wolfmother ci conquista con facilità grazie alla presenza del nostro tanto amato sound retrò e soprattutto grazie al fatto che la band sa scrivere e sa comporre delle bellissime canzoni: perciò lasciamoglielo fare liberamente che magari, come cantano nel ritornello che chiude l'ultimo brano dell'album, ci svelano poi quale è il trucco per vivere così liberi:

..cause I'll tell you everything about living free..

articolo a cura di Simone Berrettini

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