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Vi racconto il mio ultimo album, "ù": leggi l'intervista a San Diego

Aggiornato il: mag 11

Di seguito, l'intervista a Diego De Gregorio, in arte San Diego. Rispondendo alle nostre domande, ci ha raccontato alcune curiosità sul suo ultimo lavoro.

Allora Diego, com'è nato il tuo ultimo album, "ù", fresco di pubblicazione da parte di Mattonella Records e Grifo Dischi?

"Diciamo che è stato un percorso abbastanza lungo, ha avuto una gestazione di quasi due anni ed è stato scritto e registrato in più fasi." Che cosa rappresenta per te questo lavoro?

"Il modo di concepirlo e crearlo ha fatto sì che assecondasse la mia voglia di cambiare e mescolare un po' le carte in tavola rispetto a prima e nel disco stesso, ma nello stesso tempo volevo anche che suonasse compatto, coeso." L'album è stato anticipato dalla pubblicazione di 5 singoli: ce li racconti?

"Doccia, Lol e Asmr (non a caso usciti uno dopo l'altro) sono i pezzi più "cassa dritta" e anche i più minimali dell'album, perché quel periodo, in particolare, cercavo di abbinare il clubbing con testi romantici e disperati. Successivamente invece con Algida e Ondaverde, pur mantenendo i canoni della dance, volevo caratterizzare di più le peculiarità dei suoni e le tematiche del primo disco." Qual è il brano che può essere considerato come risolutore dell'album?

"Difficile scegliere, per me lo sono tutti in maniera diversa. Forse pezzi come Rinascente e Abbraccione suonano più catartici di altri, ma io stesso cambio spesso prospettiva sui miei pezzi."

Diego De Gregorio (voce, tastiere, synth, chitarra elettrica), in arte San Diego


Dal mondo della televisione fino ai social network, il ventaglio temporale che abbraccia "ù" è certamente ricco e variegato. Come si condensa un arco temporale così ampio in un album?

"L'arco temporale alla fine rappresenta il vissuto con margini anche oltre il passato e oltre il presente, per me non c'è stato un metodo particolare visto che la mia vita è sempre abbastanza bilanciata tra passato presente e futuro." Il tuo primo album è stato "Disco", pubblicato tre anni fa. Come sei cambiato a livello artistico fra questi due lavori?

"Il primo disco privilegiava un sound più aggressivo con tantissimi suoni stratificati e portati all'eccesso. Su questo invece si è puntato su meno suoni, più inquadrati e minimali." “ù” vede il contributo di due produttori, Francesco Catitti e Alessandro Casagni. Quale contributo hanno dato al tuo lavoro?

"E' stato un apporto fondamentale. Francesco "Katoo" Cattitti è un produttore bravissimo, molto apprezzato nel mondo del pop mainstream. La BB prod (Alessandro Casagni e Benjamin Ventura) sono due talentuosi musicisti di cui sono sicuro a breve sentirete parlare. Colgo l'occasione per ringraziare loro e tutti gli altri che hanno partecipato al progetto e hanno fatto sì che prendesse forma come volevo io." Quali sono, per concludere, i tuoi progetti futuri?

"Sono tanti, e sto cercando già di metterli in atto da questa sosta forzata dei live. Principalmente scrivere nuove cose e farle uscire il prima possibile."



Per le fotografie, si ringrazia Sfera Cubica.

Articolo di Sacha Tellini.

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