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Up To The Top - Le migliori 10+1 emotional songs dei Pearl Jam

Per questa volta niente urla, rabbia, batterie pesanti e schitarrate che fanno pogare: questa è una selezione di brani appartenenti all'altra faccia dei Pearl Jam, quella più introspettiva, romantica e passionale. Intensi momenti di dolce intimità in cui si parla di perdite, di solitudine e d'amore.

Ognuna di queste splendide canzoni ha la capacità di farci sentire compresi, di emozionarci e di lasciarci abbandonare all'incredibile voce di Eddie Vedder che ci entra dentro e ci apre in due, tra cuore e stomaco.

10 canzoni + 1: una per ogni album in studio pubblicato fino ad oggi, con in aggiunta una chicca inclusa in un EP del 1995.

Siete curiosi di scoprire chi c'è al primo posto? Arriviamo fino in cima...



10+1. Future Days (Album “Lightning Bolt” 2013)


Una delle canzoni più “Vedder” e meno “Pearl Jam” della discografia della band (chi ha ascoltato i brani da solista del cantante può essersi fatto già un'idea). Ideale e classica canzone d'amore: romantica, dolce, pianoforte, chitarra e archi. Come sempre la voce di Eddie scalda il cuore. Canzone perfetta per una buonanotte da dedicare alla persona che amiamo.




10. Thumbing My Way (Album “Riot Act” 2002)


Nonostante “Riot Act” sia il disco della band rimasto più nell'anonimato (forse il peggiore di tutti?), può comunque vantare un singolo di successo come I Am Mine e Thumbing My Way: dolce pezzo acustico in cui gli arpeggi di chitarra rendono tutto più poetico. Il testo parla di una storia d'amore che finisce e dalla quale purtroppo non si può tornare indietro.“..all the rusted signs we ignored throughout our lives ..choosing the shiny ones instead..”




9. Nothing As It Seems (Album “Binaural” 2000)


Questa dark ballad è scritta dal bassista Ament. Il suono grave del contrabbasso (suonato per l'occasione dallo stesso Ament) e la chitarra distorta di McReady donano alla canzone un'atmosfera cupa e seriosa. E' il primo singolo estratto dall'album “Binaural” e, anche se non fu un immediato successo commerciale, è tutt'oggi uno dei pezzi preferiti dai fan.

Con questo testo vengono rivissuti i sui luoghi da dove proveniamo, cercando di portare a galla pezzi di vita sui quali c'è ancora magari bisogno di riflettere.




8. Low Light (Album “Yeld” 1998)


Apparentemente forse la traccia più “facile” di questa selezione, ma, oltre a rappresentare invece una delle vette dell'intero album “Yeld”, è uno dei pezzi più amati dai fan durante i concerti. Brano composto dal bassista Jeff Ament, è una sorta di folk acustico lento e molto rilassato in cui i giri di chitarra risultano davvero piacevoli e raffinati. Il testo parla della necessità dell'uomo di trovare una luce che lo riporti fino a casa.




7. The End (Album “Backspacer” 2009)


Forse leggera nella struttura, ma assolutamente intensa e sofferta questa traccia numero 11 dell'album “Backspacer”. Il brano è costituito da un arrangiamento d'archi ed una chitarra acustica, ma è l'interpretazione di Eddie a farne da padrona: magistrale, commovente, un canto vibrato, quasi sussurrato, per un testo che parla di una persona durante gli ultimi istanti della propria vita che ripensa al passato e chiede al proprio amore di non essere lasciato da solo..un testo che ci lascia senza parole.




6. Indifference (Album “Vs.” 1993)


Uno dei testi più evocativi e più significativi di Vedder. Atmosfera eterea per una canzone sinuosa che cattura l'ascoltatore fin dalla prima nota, cullandolo fin dentro i pensieri più nascosti. E' un amaro giuramento di fedeltà verso certi valori, un manifesto di lotta all'omologazione, che vi commuoverà e non potrà lasciarvi “indifferenti”.

"I will hold the candle till it burns up my arm

Oh, I'll keep takin' punches until their will grows tired

Oh, I will stare the sun down until my eyes go blind

Hey, I won't change direction, and I won't change my mind

How much difference does it make"




5. The Long Road (EP “Merking Ball” 1995)


Questo brano fu pubblicato come lato B del singolo Merking Ball e fu registrato durante un periodo di collaborazione tra i Pearl Jam e Neil Young che portò alla luce un altro album, Mirror Ball, che a sua volta porta la firma del solo cantautore canadese (nonostante all'interno suoni anche il gruppo di Seattle). Il brano, in seguito, fece parte anche della colonna sonora del film “Dead Man Walking”. E' una splendida ballad, originariamente scritta per l'amico Clayton E. Ligger, l'insegnante di teatro di Eddie Vedder, non appena si è saputo della sua morte. Una vera e propria chicca nella discografia della band, un pezzo dolce e commovente che arriva dritto al cuore: acquisì ancora maggiore significato quando fu reinterpretato dal vivo il 21 settembre 2001 per ricordare tutte quelle vittime innocenti dopo l'attacco alle Twin Towers.




4. Nothingman (Album “Vitalogy” 1994)


Classica ballata alla PJ, dolci e romantiche melodie in un'atmosfera desolante che resterà dall'inizio alla fine del brano. Canzone perfetta per apprezzare la grande espressività di Vedder in un cantato intenso ed in un testo triste e malinconico: ”..and he who forgets will be destined to remember..”. Una vera perla sulla solitudine ed il rimorso.




3. Present Tense (Album “No Code” 1996)


Qui si parla probabilmente di uno degli apici della carriera dei Pearl Jam. La canzone, tra disperazione e malinconia, ha un inizio intimista e si sviluppa in un'esplosione rock strumentale impeccabile. Musica, testo e struttura del brano...tutto perfetto, da brividi. Capolavoro? Ascoltare per credere.




2. Come Back (Album “Pearl Jam” 2006)


Sicuramente uno dei miei pezzi preferiti in assoluto dei Pearl Jam, lo ammetto.

Una ballata trascinata e trascinante con toni soul, in cui si celebra l'amore inteso come amicizia: un amico che non c'è più (in questo caso la dedica è per Johnny Ramone).

Si piange e si onora un'amicizia che comunque non potrà finire mai, ma allo stesso tempo Eddie non si rassegna e chiede all'amico di tornare, non riuscendo a trovare un senso a questo dolore. Il brano è ricco di passione ed è eseguito in crescendo fino al momento più emozionante in cui, nell'ultima parte, ascoltiamo l'assolo di McReady insieme all'urlo disperato di Vedder: “..come back, come back..I'll be here..”




1. Release (Album “Ten” 1991)


Un potente e doloroso inno d'amore, in cui Eddie canta per suo padre, morto quando lui era ancora un adolescente e che non ha mai conosciuto. Il brano è emotivamente complesso dal punto di vista melodico: comincia lentamente, ricco di pathos, per poi crescere in un tripudio di batteria, basso ed il riff di Gossard che si mantiene vivo per tutto il pezzo; con la voce struggente di Eddie arriviamo così, infine, alla liberazione dal dolore e dal male. Si tratta di una canzone forte, intensa, a tratti struggente e ricca di sconforto, un emozionante strumento attraverso il quale ognuno di noi può ricordare una persona cara che non c'è più.




Articolo a cura di Simone Berrettini.








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