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Un grido di rabbia chiamato Psyco Pop - leggi l'intervista a Davide Rinaldo, in arte BRAI

A breve uscirà il primo EP di Davide Rinaldo, in arte BRAI, intitolato Psyco Pop. Nell'intervista che ci ha concesso in esclusiva, scopriamo insieme alcune curiosità riguardo al suo progetto di debutto discografico.


Fra poco uscirà il tuo primo EP, Psyco Pop. Com'è nato questo lavoro?


"Dal 2017 ad oggi, nel mio studio ho dato alla luce numerosissime canzoni che raccontano nel tempo episodi di vita, sensazioni attuali e melodrammi metaforici. Ascoltando i miei ultimi brani, ho notato anche un’ evoluzione musicale, sia per il continuo rinnovamento di apparecchiature, sia per un mio desiderio di sperimentare sempre di più ciò che potrei definire "la mia arte". Psyco-Pop sara’ formato da 7 canzoni, di cui 3 inedite. Ho dovuto scegliere quelle che erano le più significative per me."


Che cosa rappresenta per te?


"Avere un supporto fisico sul quale incidere la mia musica è sempre stato il mio desiderio. È sicuramente un piccolo sogno nel cassetto e un traguardo per la mia - seppur esile - carriera artistica. Faro’ disegnare tutte le grafiche da Niccolò Mugnaini (tatuatore presso Anima-Nera di Reggio Emilia, nonché amico di vecchissima data): l’idea di avere un mio prodotto, personalizzato da chi e’ stato partecipe della mia vita privata, mi emoziona."


L'uscita del tuo primo progetto discografico è stata anticipata da quattro singoli, l'ultimo dei quali è Volo via col vento. Ce li racconti?


"I miei 4 singoli, in ordine di pubblicazione, sono Cazzo gridi, Rettiliano, Psyco-Pop e Volo via col vento. Il primo e il secondo sono sulla stessa falsa riga e trattano del disprezzo che provo verso i media e verso le classi dirigenti; sono, in altre parole, un grido di rabbia rivolto a chi, come me, è vittima di dirottamento della verità da parte del sistema. Psyco-Pop è il singolo che dà nome all’EP e parla di generi musicali da me definiti “minori”, ossia quegli stessi generi musicali che stanno rovinando il panorama musicale odierno. È un'autocritica verso la mia musica (la quale è il frutto di un connubio di diversi stili che amo ascoltare, come PopPunk, Rap ed Elettronica), quasi incomprensibile ed inascoltabile da un ascoltatore medio. Infine, Volo via col vento vuol essere una metaforica colonna sonora per un qualsiasi triste momento. Il brano tratta infatti di un suicidio dovuto a un'insoddisfazione cosmica a fronte di un lutto famigliare. È un inno alla sofferenza interiore."

Davide Rinaldo, in arte BRAI


A proposito del brano Psyco Pop, quest'ultimo è stato pubblicato insieme ad un videoclip. In che modo il contributo del video arricchisce il brano?


"Un qualsiasi videoclip arricchisce sicuramente in modo notevole la ricezione del messaggio che si vuole dare con la canzone. Le poche pretese di regia del video di Psyco-Pop lasciano incentrare l’attenzione su effetti di luce, montaggio glitch e anche sulla buona dose di pazzia concentrata nel videomaker, cioè Davide Fantuzzi. Se il risultato finale è una bomba, è anche grazie a lui."


Durante il periodo di quarantena, hai composto un brano di un minuto, disponibile sui tuoi canali Facebook e Instagram. Che cosa ti ha ispirato a comporre in un periodo così difficile per tutti?


"E’ sicuramente stato un periodo molto difficile, aggravato anche da un ritorno alla normalità, almeno per me, piuttosto burrascoso, dato che ho dovuto affrontare una grossa delusione d’amore. Diciamo che il dispendio di energie, invece di calare, è aumentato in questo periodo di “clausura”. Durante i 2 mesi più singolari della mia vita ho scritto due versioni della mia “40ena in un minuto” e ora è in procinto di uscire la terza, che sarà molto più esplicita. Anche quest’ultime tracce risuonano come uno sfogo, le quali sono sicuramente anche frutto di molta noia e frustrazione e narrano, al contempo, di personali pensieri e sensazioni. Mi sono lasciato ispirare da ciò che vedevo fuori dalla mia finestra, ma sopratutto da quello che vedevo dentro quello scatolone luminoso chiamato TV."


Che cosa ti aspetti dalla pubblicazione di Psyco Pop?


"Sono una persona abbastanza scaramantica, quindi tendo a farmi poche aspettative per non deluderle più del dovuto. Tutto ciò che spero è di trasmettere almeno la metà delle stesse sensazioni ed emozioni che ho provato nello scriverle. Il mio intento è questo, non piacere ma sfogarmi e sfogare gli altri."


Che cosa dovrebbero aspettarsi coloro che ascolteranno il tuo lavoro?


"Chi ascolterà il mio EP dovrà’ aspettarsi 3 inediti bomba, di cui uno in collaborazione con una cantante e musicista di guitar-synth, della quale però non posso ancora svelare il nome. Il sound dell'EP sarà scarno ma potente, con tante immagini sonore esplicite e pungenti. Ascoltate per credere."


Quali sono, per concludere, i tuoi progetti futuri?


"Dato che sono un solista, dovrò impegnarmi a trovare turnisti degni di portare a spasso la mia musica: il dj set non fa per me. Vorrei dare il giusto suono e la giusta importanza a ciò che è sempre stata la mia passione più grande. Per il resto tendo a vivere alla giornata anche per quanto riguarda la mia vita artistica."



Per la fotografia si ringrazia Davide Rinaldo.

Articolo di Sacha Tellini.

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