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"Tilt è il racconto di una società che ha barato": leggi l'intervista a Pino Marino

Aggiornato il: 2 giorni fa

Pino Marino ha da poco pubblicato il suo album, "Tilt", che arriva nel ventesimo anno di carriera. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo: dalla nascita al significato, di seguito tutte le curiosità su "Tilt".


Com’è nato “Tilt”?


"La scrittura delle canzoni non smette mai di esercitarsi e si infila nei meandri di tutti i giorni a prescindere da quale lavoro tu stia svolgendo in quel momento. Quando mi è apparsa l’idea del Tilt e la necessità di raccontarlo, mi sono mosso a raccogliere quelle che più di altre potessero rappresentare porzioni di questo tema e poi ho scritto quello che ho considerato mancante e ancora non detto. La selezione finale è partita con Fabrizio Fratepietro (produttore in studio del mio disco) nel momento esatto in cui abbiamo iniziato a pensare come avremmo reso musicalmente, arrangiato, e quindi in qualche modo arredato la casa dove queste canzoni avrebbero abitato."


Come mai, a tuo avviso, la nostra società è andata in “Tilt”?


"Perché questa società ha barato, campando di rendita e prosciugando le riserve e le eredità di altre generazioni. Non curando, non studiando, non coltivando più. Se a tutto questo sommi la deprecabile volontà di diserbare il mondo culturale, scolastico, politico e della comunicazione, il risultato si palesa ai nostri occhi. Una società blaterante, senza più risorse, carica di conflitti nati dalla totale incapacità di comprendere il diverso da sé. Siamo a fine corsa, su tutti i fronti e per generare nuove possibilità, occorre prima saper passare per il Tilt e individuarne le cause reali. La paura, l’impoverimento culturale e lo stato infimo dell’informazione (che sono tre industrie ad alto profitto di questo paese) non potranno contribuire alla giusta causa."


La copertina utilizzata per l’album ha senz’altro un alto valore simbolico e rappresentativo. A cosa si deve questa scelta?


"Quello di Emad Nassar è uno scatto micidiale. Guardandolo non riuscivo a valutare se fosse più devastante il disastro circostante o più potente quella detonante forma di amore e allegria sprigionata dal centro esatto del disastro stesso. Questo intendo per consapevolezza del Tilt, quel padre chino sulle bambine che ridono nell’unico elemento rimasto integro in quel palazzo (la vasca da bagno) ha la consapevolezza di quelle macerie e sa bene cosa le abbia generate, ma le sue braccia stanno già proponendo la via di uscita. Sono molto grato al fotografo che mi ha concesso questa foto perché diventasse la copertina dell’album e sono molto felice che lui lo abbia fatto dopo aver capito quanto il suo scatto, in qualche mondo, stesse rappresentando esattamente il mio Tilt, in un solo click."


La copertina dell'album di Pino Marino, "Tilt"


“Tilt” è anche un invito a riprendere in mano il nostro equilibro, pena il consolidamento di uno stato di tilt permanente. Come ci si rieduca a un modo di pensare che talvolta sembra essere molto lontano dalla nostra quotidianità?


"L’unica possibilità passa per l’inversione della polarità vigente. Mi spiego meglio: rispettare il Flipper che abbiamo in prestito (non in proprietà, in prestito). Perché prima di noi, altri lo hanno usato e dopo di noi altri dovranno usarlo. Il nostro tempo non è quello di una partita da vincere a tutti i costi (quindi disposti al Tilt). Il nostro tempo non è il nostro tempo: è nostro solo il rispetto che dobbiamo a quello ricevuto tanto quanto la cura a quello che concederemo dopo di noi. Senza questa concreta consapevolezza, continuiamo solo a sommare Tilt ad altri Tilt. Che poi è quello che esattamente fa la nostra classe politica contemporanea, scadente, opportunista e devota ad una sola partita."


Questo lavoro vede il contributo di Tosca, Ginevra Di Marco e Vinicio Marchioni. A cosa si deve la scelta di queste collaborazioni?


"La stima reciproca, il modo comune di intendere e una mia certezza: noi raccontiamo sempre una biografia collettiva anche quando parliamo di noi stessi. E per questa biografia ho voluto al mio fianco interpreti dalla forte personalità narrativa. Grato alla loro amicizia e alla loro enorme capacità di visione."


L'autore dell'album "Tilt", Pino Marino


“Tilt” arriva nel ventesimo anno della tua carriera artistica. Come sei cambiato nel corso di questi anni?


"Questo non lo so. Posso dire solamente che in questi venti anni ho solo perduto qualcosa:

la necessità di dover dimostrare, occupandomi solo di quello che è."


C’è qualcosa che cambieresti in “Tilt”?


"No."


Quali sono, per concludere, i tuoi progetti futuri?


"Curare il nostro Flipper, per la parte che responsabilmente mi compete."


Intervista a cura di Sacha Tellini

Per le fotografie si ringrazia Ufficio Stampa Sfera Cubica

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