• Laura Della Corte

Simone Momo Riva - "La mia quarantena creativa"


Il suo ultimo album “Lockdown” e l’esigenza di esprimere la sua vera voce, di seguito l'intervista in esclusiva per Rockography.

Buona lettura.


Simone Momo Riva, come è nata l’idea del tuo ultimo album Lockdown? Perché lo consideri diverso da tutti i tuoi lavori precedenti?


“Con Lockdown ho voluto esprimere forse per la prima volta la mia vera voce. Quando ho capito che la quarantena mi avrebbe offerto un periodo in cui poter lavorare su me stesso mi ci sono subito buttato per tirare fuori qualcosa di creativo. Il risultato è stato che per la prima volta mi sono cimentato a cantare come voce principale oltre ad occuparmi della composizione e il mastering dei pezzi.”



Come si svolgeva il processo creativo della composizione del brano? Come ti sei sentito in questo particolare momento? I brani che hai scelto per l’album sono sedici ma so che ne avevi composti molti di più, quarantaquattro per la precisione, come hai scelto cosa è andato poi a comporre l’album come lo ascoltiamo adesso?


“Appena ho realizzato che avrei avuto almeno due mesi di tempo per realizzare il mio progetto diciamo che mi sono preparato per una “grande abbuffata” non sapevo cosa avrei registrato, mi sono lasciato la massima libertà, a volte sceglievo di iniziare con un giro armonico a volte facevo una scelta di genere. Tutto quello che facevo era starmene dalle nove di mattina alle nove di sera in studio. Suonavo, certo, e ogni tanto mi facevo una corsa sul tapis roulant e mi concedevo un pò di Netflix. Lo studio per me è come una seconda casa, ho tutto quello che mi serve per la mia musica e anche per dormire e cucinare. Per quanto riguarda la composizione dei brani e la scelta di quelli che ho messo nell’album è avvenuto tutto con molta naturalezza. Ho sperimentato in modo tale che i pezzi rappresentassero più generi musicali possibili di quelli che che rappresentano il mio background musicale. E’ stato divertente sperimentare con la mia voce e creare nuovi effetti all’interno dei miei brani."

Come è iniziato il tuo percorso musicale? La tua casa di produzione TdEproductionZ come è nata?

“Sono un ragazzo che ha iniziato a suonare pentole e bacinelle come una batteria da quando avevo tredici anni e con i dovuti progressi non ho più smesso di appassionarmi a studiare musica. Il primo gruppo con cui ho iniziato erano i Power Funk prodotto da Pino D’Angiò di cui conservo bellissimi ricordi. In seguito, nel 2002, ho fondato la TdEproductionZ con Naif Herin di cui sono stato musicista e arrangiatore fino ad oggi. Le collaborazioni che ha avuto sono moltissime: Bob Coke (Ben Harper…) Mark Plati (David Bowie, The Cure…) Keith Anderson (Marcus Miller…) Sonny Thompson, Tommy Barbarella, Michael Bland, Dr. Fink, Eric Leeds (Prince…) Greg Boyer, Horndogz (George Clinton…) Marc Ribot (Tom Waits, Vinicio Capossela…) Arisa, Paola Turci, Pino d’Angiò, Luca Urbani (Soerba), Ridillo…

Momo ha partecipato alla realizzazione in studio dei 5 album di Naif ( Naif, E’ Tempo Di Raccolto, Faites Du Bruit (Pygmalion/TdE/Pias), Le Civette Sul Comò (Universal/TdE), Metamorfosi) e ha suonato come batterista nel tour europeo dell’artista italo-francese (più di 400 concerti!) accompagnandola anche durante l’emissione televisiva francese Taratatà (2010) e in apertura del concerto di Lauryn Hill al Lucca Summer Festival (2007)."


Che cosa mi puoi dire del disegno sulla copertina dell’album? Ha un significato particolare?

“Il disegno è di Rudy Giorgio Panizzi un disegnatore che ho sempre amato perché ha in comune con me la passione per Prince e sono molto felice che lo abbia realizzato per la copertina del mio album. Non potrò mai scordare il concerto di Prince di Zurigo in cui mi chiamò sul palco e io ebbi il coraggio di fare la sua stessa spaccata, fu un momento indimenticabile."

Nel tuo tempo libero che musica ti piace ascoltare e a chi ti ispiri come stile per suonare i vari strumenti?

“Ascolto quasi tutti i giorni Joni Mitchell, riesce a darmi una sensazione di pace e rilassatezza e mi permette di ascoltare i vuoti della musica. Ascolto di tutto, da Miles Davis a James Brown, Beck e musica elettronica di vario genere.

Per quanto riguarda le influenze, quando ho iniziato a suonare il basso mi è sempre piaciuta un’attitudine funk. Per la chitarra mantengo uno stile ritmico anche se capita che faccia arrangiamenti non proprio da chitarrista. Infine, per le tastiere mi piace essere essenziale e cercare suoni che si sposino con il genere che tratto in quel momento."

Articolo di Laura Della Corte.

Le fotografie sono state gentilmente concesse da Momo Riva.


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