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“Rise Another Day”, la speranza al centro di tutto - leggi l'intervista alla band Out Of The Edge

Aggiornato il: feb 16

Luca Stasi, batterista e compositore del progetto Out Of The Edge, ha risposto per noi ad alcune domande circa i loro progetti artistici, attuali e futuri.


Buona lettura.


A novembre è uscito il vostro nuovo singolo, "Rise another day". Com'è nato questo brano?


"La storia è abbastanza divertente. Eravamo a cena tutti quanti insieme quando, di punto in bianco, ho detto agli altri ragazzi che avevo appena prenotato lo studio di registrazione per due giorni il mese seguente. La naturale domanda da parte loro è stata chiedere se il brano da registrare fosse già pronto e se potessero eventualmente sentirlo, ma la verità era che non avevo ancora scritto una nota. È successo tutto quanto molto velocemente. L’accaduto scatena ilarità ancora adesso, quasi un anno dopo."

Il brano è accompagnato anche da un videoclip musicale (disponibile su Youtube), il quale rappresenta il pilot trailer di un cortometraggio, "Shadows", la cui storia e la cui musica saranno scritte completamente da voi. Da cosa è stata ispirata, invece, la realizzazione del video musicale?


"La realizzazione del videoclip è nata proprio dall'idea della trama di “Shadows”, nella quale abbiamo cercato di trovare un modo per poter raccontare l’incipit della storia evitando il “solito trailer” che molto spesso anticipa ciò che succederà nel prodotto finale. Così abbiamo pensato ad una sorta di “prequel” di quello che sapevamo sarebbe stato il cortometraggio vero e proprio."


Qual è il messaggio connesso a "Rise another day”?


"I messaggi sono in realtà molteplici, ma possiamo dire che quello principale è la volontà di trasmettere speranza. Tutti quanti vivono dei periodi o dei momenti difficili, sconfortanti, in cui tutto sembra non avere più senso. E’ in quei momenti che bisogna essere forti, che bisogna trovare le energie per “rialzarsi un altro giorno”. Questo è quello che vuole dire “Rise Another Day” con il suo messaggio, ma abbiamo voluto trovare il modo di lasciare qualcosa che sia esplicito e implicito allo stesso tempo. Per cui, sicuramente, attraverso la visione del videoclip si può riuscire a cogliere una seconda interpretazione, che è anche quella che caratterizzerà l’intera storia di “Shadows"".


Come si definiscono oggi, musicalmente parlando, gli Out of the Edge?


"Siamo convinti che in questo periodo storico, ancor più che nel passato, sia veramente importante avere un genere di riferimento, ed è proprio per questo che abbiamo dato per scontato che fosse utile anche per noi. Ci definiamo una band prog-rock ed il motivo è semplice: crediamo che sia il genere che più si avvicina al nostro stile e che ci dà la massima libertà di espressione artistica e compositiva. Questo perché crediamo che il progressive ci possa donare un panorama molto vasto e praticamente infinito di possibilità e di ambienti sonori da toccare."

La formazione degli Out of the Edge, da sinistra a destra: Carlo Testoni (basso) Matteo Pelli (chitarra solista) Manuel Capitanio (chitarra) Luca Stasi (batteria) Tommaso Severgnini (voce) Mimì Fitzgerald (voce)

La colonna sonora di "Shadows" andrà a comporre un vostro album in studio, sul quale già state lavorando. Ci date qualche anticipazione?


"Possiamo dire poco essendo tutto ancora in fase di lavorazione e con poche certezze, ma una cosa è sicura: si tratterà di un esperimento, di qualcosa che non abbiamo mai fatto. Aggiungo anche che ci piacerebbe riuscire ad essere il più possibile coerenti con quanto esprime “Rise Another Day”, cercando di potergli dare il massimo valore come pilot di questo nostro prossimo progetto."


Quali sono i progetti futuri oltre al nuovo album?


"“Shadows” ci prenderà sicuramente molto tempo e richiederà un grande impegno, per cui non ci siamo ancora fermati a pensare ad altri progetti. Nel frattempo, sicuramente non smetteremo di esibirci dal vivo e ci piacerebbe, anzi, riuscire ad incrementare un po’ la quantità di concerti."



Articolo di Sacha Tellini.

Per le fotografie si ringrazia Ufficio Stampa 19 Media Agency.

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