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Rezophonic e quella voglia di fare la differenza, sempre. Leggi l'intervista a Mario Riso

Aggiornato il: mar 19

Rezophonic è un progetto umanitario fondato dal batterista Mario Riso (Movida, Rock Tv), i cui proventi hanno permesso la costruzione di pozzi, cisterne e scuole in Africa. Il gruppo, che ha coinvolto negli anni oltre duecento musicisti della scena italiana tra cui LacunaCoil, Negramaro, Negrita, Timoria, Linea 7, Caparezza e moltissimi altri, è tornato a pubblicare da poco materiale inedito con il singolo “L’ultimo fiore del mondo”, mentre si attende l'uscita del nuovo album, Rezophonic IV.


Abbiamo scambiato quattro chiacchiere col suo fondatore; buona lettura.


In ottemperanza all’emergenza sanitaria per evitare il diffondersi del COVID-19 e alle relative disposizioni ministeriali, l’ultima parte del tour dei Rezophonic “Per chi crea Club Tour 2020”, promosso dal Mibac e gestito da SIAE, è stato annullato. Nello specifico, sono state annullate le date di Genova (7 marzo, Crazy Bull), Ranica (BG) (12 marzo, Druso), Perugia (13 marzo, Little Prince), Pozzuoli (NA) (Sea Legend, 20 marzo), Milano (27 marzo, Legend Club). Lo staff del collettivo musicale fondato e guidato da Mario Riso sta cercando di riprogrammare, con i singoli locali, i rispettivi concerti. Saranno comunicate in seguito le nuove date.


Allora Mario, quest’anno i Rezophonic torneranno ad esibirsi dal vivo con il tour "Per Chi Crea Tour” - Club 2020. Che cosa dobbiamo aspettarci?


"Il Tour Per chi crea - Club 2020 - patrocinato dalla S.I.A.E - ha sostanzialmente una prerogativa, e cioè il coinvolgimento di artisti under 34. I nostri concerti hanno la caratteristica di essere spontanei e poco impostati, motivo per il quale anche noi viviamo lo spettacolo scoprendo ciò che accade in tempo reale. Ci piace costruire un rapporto sincero tra di noi e, successivamente, con il nostro pubblico. Ogni data è unica ed irripetibile, così come tutto quello che accade più in generale."


Rezophonic è il progetto umanitario che tu hai fondato nel febbraio 2006 e che, grazie ai proventi raccolti, ha permesso la costruzione di pozzi, cisterne e scuole in Africa. Com'è nata l’idea di dar vita a questo progetto?


"Ho avuto il privilegio di conoscere il regista Icio De Romedis e successivamente di scoprire cosa significa soffrire la sete. Quando comprendi il valore di alcune cose, come l'importanza di un bicchiere d'acqua, diventa inevitabile volerlo raccontare al mondo. Se poi aggiungi che la dignità di chi non ha nulla ti fa venire i crampi al cuore ed allo stomaco, non ti resta che provare a restituire la fortuna che hai avuto a nascere nella tua realtà facendo qualcosa di significativo."


Che cosa si prova a fornire un contributo così importante e solidale nei confronti di realtà meno fortunate della nostra?


"Lacrime... lacrime di gioia; un'emozione che non finisce mai. Ancora oggi, quando riguardo i video della consegna dei pozzi, non riesco a resistere. Il motto che mi accompagna da sempre e che mi ha portato a dare vita anche a questo progetto è "chi ha avuto tanto dalla vita deve provare a restituire": io ci sto provando a farlo, con tutto me stesso."


“L’ultimo fiore del mondo” è il vostro ultimo inedito, cantato da Andrea Butturini e Ketty Passa. Qual è, e che cos'è, l’ultimo fiore al mondo?


"L'ultimo fiore del mondo rappresenta il penultimo stadio della catastrofe. Si dice che la speranza sia l'ultima a morire, ma a dire il vero prima di vivere di speranze bisognerebbe vivere di azioni. Quando ti resta solo la speranza significa che ormai le tue azioni non potranno più decidere nulla. L'ultimo fiore al mondo parla proprio della tua ultima possibilità di agire."

Mario Riso, il fondatore dei Rezophonic


Come si è evoluto questo progetto nel corso degli anni?


"Rezophonic esiste ormai da 14 anni e come tutte le cose cresce e si evolve. Ho sempre parlato di noi come della "nazionale del rock" ed in effetti, proprio come succede in una squadra di calcio, i giocatori cambiano ma il team resta lo stesso. Vivo questo progetto proprio con questo approccio: non importa chi salirà sul palco, ciò che conta è suonare per dare il proprio contributo alla causa.

Per quanto concerne invece l'aspetto pratico, abbiamo sicuramente provato a renderci utili su diversi fronti in tutti questi anni. Siamo passati dal supporto ad Amref alla Icio Onlus, con la quale ci siamo occupati della costruzione di pozzi, cisterne e scuole in Africa. Abbiamo parlato dell'importanza dell'acqua col secondo disco, per poi spostare, nel terzo album, l'attenzione sullo spreco e sulla necessità di modificare le nostre abitudini di consumo per ovviare a questo problema. Ora vorremmo concentrarci sul tema del rispetto per l'ambiente, è arrivato decisamente il momento."


Il vostro tour è reso possibile anche grazie ai finanziamenti del bando “Per chi crea”, programma promosso dal Mibac e gestito da SIAE. Quanto stanno facendo le istituzioni per sensibilizzare sui temi sociali per cui questo progetto è nato e sta lottando?


"Le istituzioni e soprattutto la comunicazione sono più interessate ad occuparsi delle malefatte. Per ottenere attenzione non serve fare qualcosa di bello o di corretto, la regola non scritta prevede che le prime pagine dei giornali e dei media vengano occupate da cose per lo più spiacevoli. Il bene, purtroppo, non fa notizia! Detto questo, voglio ringraziare sinceramente la SIAE e chi, con essa, ha amplificato la nostra voce in questi anni e contribuisce ancora a farlo. Ben vengano iniziative come queste, soprattutto perché il panorama musicale italiano sta vivendo un momento di crisi esasperante e, di questo passo, la qualità della proposta artistica toccherà, inevitabilmente, ancora di più il fondo."


Qual è il risultato di cui più andate orgogliosi?


"Quello che dovremo ancora raggiungere."

Mario Riso in concerto


"Il disco è pronto da tempo ed i singoli Mayday - feat Lacuna Coil - e L'ultimo fiore del mondo ne sono la riprova. Una cosa è certa: le canzoni saranno in perfetto stile Rezophonic e, in questo nuovo lavoro, saranno presenti nuovi ospiti inaspettati."


Tornando al vostro tour, che cosa vi aspettate invece da voi stessi?


"Sarà il nostro primo tour nei club dopo tanti anni. Solitamente suoniamo in piazze e manifestazioni all'aperto, dimensioni nelle quali il rapporto con il pubblico viene vissuto in modo meno intimo. Sarà una bella sensazione quella di tornare a respirare le emozioni insieme a chi verrà a vederci."


Quali sono, per concludere, i vostri progetti futuri oltre il tour e Rezophonic IV?


"I progetti sono sempre tantissimi, come i sogni che mi pervadono da quando sono nato. Nuova musica, nuove canzoni, nuove esperienze, nuovi concerti e, soprattutto, nuovi pozzi d'acqua per la Onlus Icio De Romedis."


Articolo di Sacha Tellini.

Per le fotografie si ringrazia l'ufficio stampa Davvero Comunicazione - L'agenzia della musica.

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