• Giorgio Cappai

Raffinatezze orecchiabili: a tu per tu con i Bolero Extasy.

I Bolero Extasy, giovane band Triestina inquadrabile nel genere prog rock ed autrice di un sound per molti aspetti accattivante, ha pubblicato pochi mesi fa il suo primo ep e un singolo poche settimane fa. Abbiamo fatto delle domande a Mattia Fumolo, chitarrista e cantante, che ci ha raccontato un pò di lui e un po' di quello che sta dietro la sua band.

"Inizierei chiedendoti il significato del nome. Il Bolero è, secondo il dizionario, una danza di origine spagnola scandita da un ritmo in 3/4, però Bolero Extasy è anche il titolo di un film romantico degli anni 80. Il vostro nome da cosa deriva?"


"Il nome lo avevo sentito dal film sopracitato e mi piaceva il suono delle parole anche se il film è piuttosto bruttino. Non esiste una motivazione precisa o una correlazione con la pellicola, è capitato così e abbiamo tenuto il nome."


"Se dovessi spiegare semplicemente cos'è la musica dei Bolero Extasy, cosa risponderesti?


"Questa è forse la cosa più difficile a cui rispondere, dal momento che ho sempre trovato difficile inquadrare la band in un preciso genere. Io inizialmente lo chiamavo prog-pop , poiché i primi brani composti anni fa strizzano l’occhio ai Pink Floyd e i King Crimson, due delle mie band di riferimento con una dose di Porcupine Tree o Steven Wilson da solista, che riprende quel concetto di musica, con delle melodie più pop appunto rispetto ai dischi dei Crimson. Mi piaceva l’idea di fare brani magari anche di 6 minuti ma con una melodia molto orecchiabile però non volutamente scontata, che possa comunque restare in testa. Ora però abbiamo scritto brani anche più sullo stampo degli ultimi Queens Of The Stone Age, e la nostra Claws, il primo singolo ufficiale lanciato l’anno scorso con Mold records ricorda più cose alternative rock che le atmosfere dei Pink Floyd. Diciamo che non ci poniamo un limite ai generi che vogliamo toccare perché tutti siamo di estrazioni diverse e se un membro della band propone un brano stampo RnB noi lo facciamo alla nostra maniera, senza bocciarlo perché non è progressive o non assomiglia al sound del precedente CD.


I Bolero Extasy al completo.


"Qual'è stata la scintilla che ti aperto a questo genere di rock? Il disco che hai ascoltato e non sei più tornato indietro."


"Ascolto tanta musica, cito qualche disco che mi ha folgorato e non mi stuferà mai: In The Court of the Crimson King, dei King Crimson, sempre loro il disco Red con la meravigliosa Starless. Poi tutti i dischi dei Pink Floyd, i Queens of the Stone Age, i Jesus Lizard, i Porcupine Tree e in generale i lavori di Steven Wilson, "Selling England by the Pound" dei Genesis. Ne avrei milioni ma forse il primo citato è quello che mi ha più colpito. Adoro anche il genere latin jazz in tutte le sue forme.


"Come viene composto un brano dei Bolero Extasy? siete una band che scrive tantissimo costantemente o si concentra nella scrittura solo in determinati periodi?"


"Solitamente uno della band arriva con qualche spunto che può essere una linea vocale con due accordi, spesso ci s’invia una registrazione fatta al volo con il cellulare o qualche programma tipo Logic cui buttar giù voce, chitarra e strumenti vari per non ‘perdere il brano’; poi in sala sviluppiamo le idee assieme suonando e riascoltando le registrazioni fatte durante le prove. Non c’è un solo compositore, tutti mettiamo del nostro ed è per questo che i brani spaziano su diversi generi."

"Dopo l'ottimo Ep del 2019 avete fatto uscire un singolo poche settimane fa. Cosa si prospetta nel futuro della band? Sono curioso di sentire come ve la caverete con un lavoro da almeno 8 tracce."

"Tengo a precisare che il disco del 2019 non è stato suonato dalla formazione attuale, eravamo in 5 e poi le strade si sono divise così da farmi congelare tutto fino all’anno scorso in cui ho ripreso in mano il gruppo con nuovi musicisti, togliendo una chitarra e restando così in 4. Il singolo Strange World appena uscito questo mese su Spotify, è il primo dei brani realmente scritti con questa formazione e infatti si sente un cambio radicale sotto ogni punto di vista, pur essendo sempre io il frontman, cantante etc. Ovviamente in live suoniamo anche le tracce dell’ep del 2019 ma appena terminerà il lockdown, ci fionderemo in studio ad incidere altre tracce per il secondo EP e non vediamo l’ora perché abbiamo tanto materiale già pronto da registrare. Per ora preferiamo buttar fuori ogni anno dei mini EP piuttosto che far uscire un cd di 8 tracce da cui poi estrarre un solo singolo. Preferiamo meno tracce e valorizzarle il più possibile, con videoclip etc."





"Com'è la scena rock triestina? Te vieni dalla regione con uno dei movimenti musicali più originali che l'Italia ricordi, il Great Complotto."

"Conosco il Great Complotto, ero pure andato alla presentazione di un libro dedicato con Oderso Rubini (spero di non sbagliare il nome) tra gli ospiti. A Trieste ci son tante band valide e musicisti super preparati e talentuosi"


"Ti faccio una domanda che potrebbe interessare ai chitarristi che leggeranno l'articolo. Quali sono i tuoi chitarristi di riferimento e che strumentazione sogni per il tuo futuro da musicista?"


"Di chitarristi ovviamente mi piacciono tantissimi,ognuno per determinati motivi. Ne cito alcuni tra quelli storici e moderni: David Gilmour, Robert Fripp, George Benson, Steven Wilson, Stef Burns, Frank Zappa, Gerry Garcia. Ce ne sono tanti altri che ovviamente ascolto ma questi in particolare mi hanno influenzato proprio a livello di modo di suonare senza osare paragonarmi neanche lontanamente a loro come stile o tecnica. Come strumentazione mi piace la Stratocaster per via della sua incredibile versatilità e suono riconoscibile. Non ho obiettivi particolari riguardo a strumentazioni future. Ho un multieffetto pratico e programmabile e un bel Fender Deville che pesa come un incudine ma ha il classico pulito cristallino Fender da colorare con il multieffetto e sono contento così"


"Come siete arrivati in contatto con la Mold Records? tralasciando il fatto che è un etichetta della vostra città."

"Tramite amici di amici, facendo visita ad un vecchio rigattiere allestito come sede dell’etichetta. Era una realtà a parte in città e bisognava esserci per capire di che si tratta. Tutto è partito da lì, abbiamo conosciuto dei ragazzi che hanno voglia di mettersi in gioco e promuovere le band emergenti che reputano interessanti nel panorama musicale estremamente ricco di proposte valide. Nel giro di un anno la sede del Mold è cambiata, il rigattiere è stato lasciato per passare ad una nuova sede davvero bella e organizzata con veri e propri uffici e studio di registrazione, gestito da Igor Ambrosino, un bravissimo fonico di Trieste che ha mixato la nostra Strange World e tanti altri lavori dei vari artisti Mold. Di questa etichetta ho apprezzato molto il lavoro dei ragazzi che pur partendo con risorse limitate hanno realizzato videoclip professionali diretti da Matteo Prodan-Sonicyut. Devo citare anche Marco Roccaro il titolare di questa etichetta che si fa in quattro per tutte le band tra cose burocratiche e organizzative. Lorenzo cura la parte social e affianca Matteo per shooting fotografici, o Alice e Gabriele per i setting dei video e costumi/trucchi. Mi seccava rispondere a questa domanda in due righe perché definire Mold una semplice etichetta è riduttivo. E' un progetto, un sogno, un desiderio che si sta trasformando in qualcosa di vivo con una rete di contatti e di eventi live da loro organizzati che per ora son fortunatamente sempre andati bene."


"Siete una di quelle band che preferisce un esecuzione impeccabile del pezzo o vi lasciate andare a improvvisazioni sul palco?"

"I brani si eseguono in maniera precisa rispettando i tempi e senza cambiare suoni o groove a caso. Tuttavia ci sono momenti in cui nel brano si può essere più liberi durante un assolo di fare un giro in più ma non è una band da jam live. Se dobbiamo jammare lo facciamo a prove per divertirci e sviluppare le idee.."


"Quali sono gli obbiettivi che sogneresti di raggiungere nel breve termine coi Bolero Extasy?"


"Portare il nostro live show in giro per i teatri in Italia e non solo.Abbiamo infatti preparato e già ‘collaudato’ un live show con visuals, basi etc. incorporate ai brani e idealmente, poter fare una cosa così con il nostro tipo di musica è l’ideale. In generale voglio che la nostra musica giri e dia emozioni a chiunque abbia il piacere di dedicarci qualche minuto della propria giornata."



Articolo a cura di Giorgio Cappai

Si ringraziano i Bolero Extasy per le foto.

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