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Quello che cerchi, se non è dentro di te, è nei Frigo

Sgambettare liberi e leggeri al ritmo di hit estive, cantare sorridendo mentre si vaga in macchina senza una meta, ascoltare una persona appena conosciuta e con lui sentirsi già in perfetta armonia. Sono queste le prime immagini e sensazioni che vengono in mente ascoltando Non Importa, album d'esordio dei Frigo: quattro semplici ragazzi, forse come tanti altri, ma con la voglia di cantare l'importanza delle piccole cose, di ciò che quotidianamente ci appartiene ed al quale troppo spesso rischiamo di non dare il giusto peso.


La cover picture di "Non Importa"

Il percorso musicale di questi non-giovani fiorentini nasce nel 2016 con il nome di 'Fabrizio Frigo and the Freezers' e negli anni, oltre a pubblicare il primissimo e già persuasivo disco Donsusai, riescono ad aprire concerti di artisti del calibro di Elio e le Storie Tese, Piotta, Marta sui Tubi e Lo Stato Sociale, per citarne alcuni.

Con Non Importa, uscito nel 2019, i Frigo ci fanno capire di che pasta son fatti: propongono un indie-pop elettronico, dal suono accattivante e dalla presenza di testi genuini e semplici, ma tutt'altro che banali. Ci regalano canzoni da ballare e da ascoltare, in cui il filo conduttore è uno solo: la ricerca della felicità tramite le piccole cose che di solito non importano.

Possiamo così apprezzare canzoni con una costruzione cantautoriale nei testi, ritornelli che restano in testa e magari possiamo anche sorprenderci, perchè no, mentre muoviamo le gambe a tempo e ondeggiamo il bacino. Così gli stessi Frigo dicono: “Tutte le cose che non importano sono in effetti poi quelle che contano. Tutte le emozioni che entrano ed escono nelle nostre giornate forse non cambiano quello che facciamo, ma spesso ne cambiano il senso. E quando a fine giornata ti trovi a raccontare cosa hai fatto, ecco che senza quelle emozioni ti sembra di non aver vissuto”.

Il messaggio è tanto rilevante quanto chiaro e ne possiamo già avere un'idea a partire dalla copertina dell'album, un'immagine quasi alla Amici Miei, in cui ci sono due anziani davanti ad un ostacolo in un campo d'atletica che si sostengono: non ci è dato sapere se riusciranno a superare l'ostacolo, ma quello che conta è che hanno camminato insieme, il resto non importa. Un esordio discografico caratterizzato da un sound anni '80 misto ad un recente rock alternativo, talvolta con richiami dance, decisamente equilibrato e che arriva dritto al punto attraverso canzoni che si sono guadagnate anche numerosi riconoscimenti.

Quando tu non ci sei è il primo pezzo dell'album ed anche il primo singolo uscito: l'inedito, che si è aggiudicato il Premio Ciampi 2018, racconta, attraverso sonorità dance, di un amore che diventa abitudine e di come tutto perda senso dopo la fine di una relazione. Con Via dei Bardi ci tuffiamo a capofitto nella nostalgia dei tempi andati, in cui ogni piccola scoperta ci sorprendeva con la bellezza di tutto ciò che ci circondava. In Vento da maiali, anch'esso vincitore del Premio Ciampi 2018, c'è la continua ricerca di un equilibrio: d'altronde viviamo sempre in bilico e ci sentiamo come su un'isola dove il vento arriva da tutte le parti. Sicuramente uno dei migliori pezzi dell'album. Quando sono felice è un'altra riuscita parentesi ritmata e danzereccia in cui si riflette sull'importanza di cogliere al momento giusto la felicità, senza distrarsi in malinconici pensieri. Ci sono un po' di Baustelle in Pamela, ragazza che si sente nel posto sbagliato, ha una guerra interiore che la divora e sogna di trovare un luogo dove sentirsi centrata per poter vivere la sua diversità, senza la frenesia di una vita che non le appartiene. Il testo di La gioia e l'ansia viene selezionato nel 2017 per essere pubblicato nella raccolta del Concorso Internazionale del CET di Mogol: in queste parole c'è una necessità di liberazione dal dolore e una ricerca di benessere nonostante gioia e ansia siano così spesso unite tra loro. Leoni da cortile è sicuramente la traccia più impegnata del disco: con questo brano i Frigo vincono lo speciale premio Mai in Silenzio (la cui giuria era composta da nomi quali Irene Grandi e Brunori Sas). È un brano che affronta un tema molto delicato come la violenza sulle donne: rappresenta quindi un'occasione per un momento di introspezione riflettendo sul male che, subdolo, si nasconde dentro la natura umana e che talvolta purtroppo può uscire fuori anche senza apparente motivo. Si scopre un nuovo, mostruoso aspetto della personalità e c'è qui una dolorosa richiesta di perdono. Mai come in La conta dei caffè la ricerca dell'equilibrio e della felicità è nelle piccole cose (ma forse anche nella solitudine?). Volume sopra le righe con Le casse che ci salutano con giusta e giustificata energia.


In primo piano Tony Frigo (voce), in seconda fila da sinistra Enzo Frigo (batteria), Elia Frigo (basso), Paolo Frigo (chitarra e synth)

È vero, più di una delle sonorità di questo disco le abbiamo probabilmente già sentite: ora in qualche album di artisti che fanno già parte del tanto caro indie italiano odierno, ora in pezzi che richiamano in modo diretto e chiaro i synth più belli degli anni '80, ora nel rock alternativo delle band degli anni '90 e dei primi anni 2000. C'è forse chi potrebbe pensare che questo sia un male, ma si sbaglia di grosso: i Frigo riescono in pratica così a prendere ispirazione da una parte della migliore musica suonata negli ultimi 30 anni, la assorbono elegantemente, la traducono, la trasformano e la modellano su sé stessi, fino a regalarci un prodotto musicale estremamente attuale ed allo stesso tempo anche originale.

Ci parlano dritti al cuore, parlano di ognuno di noi: delle nostre ansie e delle nostre paure, delle nostre nostalgie e dei nostri sogni, dei nostri amori e dei nostri ricordi. Descrivono il mondo che ci circonda con una semplicità e una schiettezza che convincono.

Testi candidi ed espressivi ed una musica orecchiabile che ci fa cantare e ballare in perfetta empatia con i nostri stati d'animo: tutto ciò che basta per conquistarci fin dal primo ascolto.

P.S. Consiglio vivamente l'ascolto dei brani anche attraverso i relativi videoclip che potete trovare in rete: divertenti, creativi e anche un po' stravaganti.


Tony Frigo

Articolo a cura di Simone Berrettini.


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