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"Perfect Sense è tutto quello che stiamo cercando" – l'esordio degli Alien Rush

A marzo è uscito il loro album d'esordio, Perfect Sense. Chi sono gli Alien Rush, come sono nati e come hanno dato vita al loro primo lavoro. Ce lo hanno raccontato in un'intervista.

Buona lettura


Cominciamo dall'origine: come sono nati gli Alien Rush?


"Nel 2017 gli Static Fanatic sono alla ricerca di un nuovo batterista. Michele Ancora, bassista e fondatore della band, convoca per un’audizione il candidato Jean Paul Federico. Quella sera stessa il gruppo si scioglie e i due, Michele e Jean Paul, fondano la prima cellula degli Alien Rush. Seguirà una lunga e non facile ricerca degli altri componenti e solo nel 2019, con l’ingresso del chitarrista Francesco “Franz” Zagarese, la band è finalmente a una svolta.

Con il successivo ingresso del bassista e del tastierista la line-up è finalmente completa:

Michele Ancora voce e synth, Jean Paul Federico batteria, Francesco “Franz” Zagarese chitarre, Francesco Fedele basso, Danilo Petrelli tastiere."


Nel variegato panorama della sfera musicale, qual è la vostra collocazione?


"La nostra musica, il nostro progetto, attraversa diversi generi: dal brit pop al rock, dal prog alla psichedelia. La nostra ricerca, forse in controtendenza oggi rispetto a un mercato discografico che pretende una collocazione sempre più definita, codificata e catalogabile, cerca invece di accogliere e miscelare influenze e contaminazioni diverse. Oggi pensare di creare o inventare qualcosa è un’illusione; l’originalità, la modernità del nostro tempo, sta nello sperimentare nuove composizioni alchemiche che affondino le radici nel passato sfumando nelle visioni del futuro."


Una foto della band al completo. Da sinistra verso destra: Francesco "Franz" Zagarese, Francesco Fedele, Michele Ancora, Danilo Petrelli, Jean Paul Federico
Una foto della band al completo. Da sinistra verso destra: Francesco "Franz" Zagarese, Francesco Fedele, Michele Ancora, Danilo Petrelli, Jean Paul Federico

Una foto della band al completo. Da sinistra verso destra: Francesco "Franz" Zagarese, Francesco Fedele, Michele Ancora, Danilo Petrelli, Jean Paul Federico


Il vostro disco d'esordio si intitola Perfect Sense. Che cosa significa questo lavoro per voi?

"Perfect Sense è la conclusione di un lungo lavoro in studio. Simbolicamente rappresenta l’attimo in cui, dopo una lunga fatica, il tempo finalmente si ferma, possiamo finalmente guardare l’altro, guardarci dentro, guardare indietro. Perfect Sense è quell’istante in cui, respirando profondamente, a pieni polmoni, troviamo tutto quello che stiamo cercando."


Qual è il messaggio di cui vuole farsi portatore Perfect Sense?

"Perfect Sense è un concept album. Racconta il viaggio del protagonista attraverso i controluce della propria anima frammentata. Cercare esattamente, precisamente quello da cui stiamo fuggendo è il dramma che ci rende così imperfetti, claustrofobici. Il cortocircuito che genera la nostra depressione esistenziale.

Ci manca l’ossigeno e vaghiamo senza sosta, ci muoviamo, ci agitiamo proprio come il protagonista di Perfect Sense; ma le città, gli spazi, i luoghi da oriente a occidente sono sullo sfondo, così come l’amore perduto; quello che rimane è il percorso che attraversa il dolore, dalle tenebre alla luce.

Perfect Sense racconta una storia, una rinascita, che certamente almeno per una volta nella vita è stata, è o sarà quella di ognuno di noi."


La cover dell'album Perfect Sense
La cover dell'album Perfect Sense

La cover dell'album Perfect Sense


l disco è composto da nove tracce. Ce le raccontate?

"Michele, voce e coofondatore degli Alien Rush, è l’autore dei brani. C’è stato poi un lungo e costante lavoro di arrangiamento da parte della band. Ogni componente ha lasciato la sua impronta. Se ci riferiamo al concept dell’album, ogni traccia di Perfect Sense segna, traccia letteralmente, di volta in volta, lo stato emotivo e psichico del protagonista e la sua collocazione spaziale. La prima, introduttiva, è The Dome, l’anima, il duomo che custodisce tutto ciò che siamo, le nostre emozioni, le più alte speranze e le paure più profonde. È un brano che si presenta musicalmente con assoluta leggerezza, decisamente in contrasto con un testo malinconico. Qui si preannuncia uno stato di tensione che emerge soprattutto nel solo di sax di Ribeca – sassofonista tra l’altro di De Gregori e gentile ospite nel nostro disco – ed è proprio questa sensazione di inquietudine che lancia la seconda traccia. La storia inizia nella Suite 24 di un hotel londinese. Il protagonista per abuso di sostanze ed eccessi è riverso sul pavimento, lo stato è allucinato, disperato, delirante. Questo brano è cupo, con divagazioni oniriche; la percezione dell’uomo con il sé bambino è confusa, la morte è a un passo. La solitudine e la malinconia sono condizioni dominanti in Perfect Sense ma, come nella realtà, anche nelle condizioni più disperate ci sono aperture di speranza, o semplicemente l’ironia ci aiuta a tenerci a galla. I ritornelli pop, innestati in atmosfere decisamente rock, enfatizzano proprio questo aspetto.

L’incubo precipita, ma d’improvviso il fantasma di una donna prende forma, è una visione, è la Fenice Magnetica, Magnetic Phoenix, la terza traccia, l’energia che segna l’inizio della rinascita.

Nella quarta traccia, City Dawn, il protagonista vaga seguendo la luce dell’alba, quella linea sottile che rimane simbolicamente sospesa tra il giorno e la notte, la luce e l’oscurità. Anche qui la chiusura di una strofa quasi parlata è in contrasto con l’apertura solare e musicale del ritornello.

Il viaggio continua con Red Dragonfly, in Giappone questa volta. Il brano è introdotto dal testo di un'antica canzone popolare, Akatombo, un inno malinconico al tempo che scorre e che ci lascia il ricordo di una vita che non torna più. Anche qui i ritornelli sono decisamente pop. Il protagonista è alla ricerca di uno sguardo di lei, si perde per i vicoli di Tokyo stordito dall’odore del sakè, cerca il suo sguardo ma allo stesso tempo cerca di dimenticare.

La sesta traccia è Life. Rappresenta un salto temporale, un breve inciso. Il protagonista è alla fine della sua vita, tira le somme della sua esistenza e dialoga con se stesso tra riflessioni filosofiche e ricordi. La curiosità di questo brano è che abbiamo fatto recitare il nostro testo a un attore inglese che ha dato la voce a Gandalf in una serie cartoon britannica de Il Signore degli anelli.

Il brano successivo è Out Of The Blue, dove l’immagine di questa donna è finalmente nitida. Entrano i cori femminili che da questo momento saranno presenti fino alla fine del disco e della storia. Il protagonista sta ritornando sempre più in sé. Out Of The Blue è sicuramente il pezzo “pop” dell’album.

In Perfect Sense il fantasma della donna è finalmente in pace e riposa su di lui. Lei è morta e in Ungravity, l’ultimo brano, la sofferenza e la disperazione lasciano il posto ai ricordi che liberi e malinconici riaffiorano… Siamo in una stanza d’ospedale, la moglie vive le sue ultime ore. Un corpo ormai fragile disteso su un letto, talmente esile da sembrare sospeso, senza gravità. Il protagonista è impotente, non può fare nulla per salvarla. Improvvisamente un raggio di sole filtra tra le persiane e si poggia su di lei «like ears of wheat we kneel in the breeze we just wait for this pain to pass you’re the light of a star, Ungravity Ungravity»."


Come si gestisce la pubblicazione di un album e la relativa promozione dentro una pandemia?


"Il lockdown e le restrizioni hanno avuto ovviamente effetti negativi sulla tempistica di produzione. Il disco sarebbe dovuto uscire a settembre 2020, mentre ha visto la luce solamente 6 mesi dopo, a marzo 2021. Quello che era chiaro è che non avremmo potuto aspettare oltre. In corso d’opera abbiamo dovuto rinunciare anche all’inserimento di un coro gospel – previsto su Ungravity – vista l’impossibilita di poter provare in studio e convocare quindi gli artisti per le registrazioni. Il fatto di sapere però che tutte le attività live fossero sospese e che non ci fossero previsioni per una ripresa in tempi brevi ha fatto sì che tutte le nostre energie convogliassero su questo disco. E forse, paradossalmente, non è un caso che proprio questo periodo così spartano che ha ridotto quasi tutto all’essenziale e limitato qualsiasi dispersione ci ha dato la possibilità di concentrarci e focalizzarci sulla nostra musica ottenendo una qualità di prodotto molto alta. La grande limitazione dell’attività live, un danno incommensurabile per chi suona, per chi ascolta e per tutti quelli che lavorano in questo settore, impone che adesso tutta l’attività promozionale legata al disco viaggi sulla rete, cercando di sfruttare al massimo tutti i canali che internet ci mette a disposizione."


Il retro dell'album Perfect Sense
Il retro dell'album Perfect Sense

Il retro dell'album Perfect Sense


Quali sono invece, più in generale, le difficoltà nel farsi strada fuori dai circuiti della musica commerciale?


"Oggi c’è un’offerta musicale impressionante. Emergere, farsi notare è estremamente complicato. La “casa discografica” intesa in senso tradizionale si è estinta e la stragrande maggioranza delle band si autopromuove. La tentazione, e probabilmente la capacità, di produrre musica commerciale non l'abbiamo mai avuta; siamo consapevoli di rivolgerci a un pubblico che deve necessariamente avere determinate caratteristiche, e quindi a una platea sicuramente limitata. Per trovare l’interesse di una persona dobbiamo proporre la nostra musica a cento persone. La vera “difficoltà” è quella di trovare sempre l‘energia e la motivazione per andare avanti tollerando la frustrazione di muoversi all’interno di questa proporzione."

Quali sono, per concludere, i vostri progetti futuri?


"Certamente la speranza è quella di poter calcare un palco al più presto. È vero che un disco nasce quando lo pubblichi, ma vede la luce solamente quando lo puoi suonare al primo concerto. Solo con un pubblico in carne e ossa la tua musica vive. Per questo stiamo lavorando al nostro show che prevede anche un contributo video tramite proiezioni. Cerchiamo una forma di intrattenimento immersiva in cui tutti i sensi siano coinvolti, dove ci sia un equilibrio perfetto tra suono e immagine. In estate è prevista anche l’uscita di un singolo e certamente, qualora l’attività live fosse ancora ferma, trasmetteremo un concerto in streaming da una location mozzafiato. Prossimamente annunceremo la data e tutti i dettagli."


Intervista a cura di Sacha Tellini

Per le fotografie si ringrazia la band Alien Rush

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