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Nottetempo fra presente e futuro - leggi l'intervista ad Ariù

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Enrico Scanu, in arte Ariù, circa il suo primo EP, intitolato Nottetempo. Nell'intervista, l'artista ci ha svelato alcuni retroscena del lavoro che ha segnato il suo debutto discografico.


Il 27 marzo è uscito il tuo primo EP, Nottetempo. Com'è nato questo lavoro?


"Questo lavoro è nato dal bisogno di avere una piena libertà espressiva. Dopo tanti anni vissuti in diverse realtà musicali del milanese e non, avevo bisogno di ritrovare un po’ la mia dimensione e confrontarmi di nuovo con la scrittura. Così sono state partorite, molto lentamente, queste 4 canzoni. Si capisce chiaramente che non si tratta di un lavoro omogeneo e unitario ma di momenti molto diversi tra loro. Da un lato è una sorta di spinta verso il futuro, un salto verso il vuoto; dall'altro un nuovo inizio e un ritorno alle mie origini di cantautore. Avevo bisogno di riprendere in mano il mio percorso dopo qualche deviazione più o meno lunga."


Che cosa significa Nottetempo per te?


"Nottetempo per me è un concetto spazio-temporale. Un rifugio. Il momento legato al riposo, alla riflessione e anche, spesso, il momento più creativo perché raccoglie tutte le esperienze, immagini ed emozioni della giornata che possono più facilmente essere trasposte su carta e tradotte in musica."

La cover dell'EP di Enrico Scanu, in arte Ariù


Cose Nuove, Niente, Semplice, Tokyo, sono le quattro tracce che compongono l'album. Ce le racconti?


"Cose Nuove è una canzone d’ amore. Nella sua semplicità ho voluto raccontare tutto quello che si cela dietro l’attesa. Mi interessava capire la potenza della gioia, quando per raggiungerla devi transitare attraverso stanchezza, ansie, preoccupazioni, insonnia. Se ti concentri solo sul ritornello può sembrare una semplice canzone d’ amore, ma in realtà c’è molto altro dietro. Niente è una canzone di denuncia verso tutto quello che non ci piace e non accettiamo. È una voce fuori dal coro. Semplice parla di tutti i castelli di sabbia che a volte ci facciamo riguardo determinate persone. Poi arriva sempre il giorno in cui apri gli occhi e svanisce tutto quello che ti eri costruito. Tokyo parla della noia all'interno della solitudine che non deve avere, a mio parere, per forza un'accezione negativa. È solamente una sensazione. È un po’ come quando quel giorno di pieno inverno comincia a nevicare e per un attimo ti perdi in quell’ immagine che osservi dalla finestra e non pensi a niente."


Al centro del tuo lavoro ci sono i testi delle canzoni e la tua voce. Quanta importanza hanno per te le parole nei brani?


"Oggi posso dire molto più che in passato. Quando cominciavo a scrivere le mie prime canzoni avevo un approccio totalmente diverso. Ero sempre molto più concentrato sull'aspetto musicale e il testo veniva sempre di getto, come un flusso di coscienza. Negli anni ho affinato un po’ la mia scrittura e sto imparando a pesare di più le parole. C’ è sempre un modo migliore per esprimere un concetto e se vai a vedere raramente è il primo che ti passa per la testa. Può capitare, però solitamente non è la norma."


A cosa si deve il titolo Nottetempo?


"Nottetempo innanzitutto viene dalla parola che divide in due parti il singolo Cose nuove. Etimologicamente è molto affascinante perché rappresenta un po’ il bivio che c’è tra una giornata che si è appena conclusa e quella che segue. Mi interessava anche utilizzare una parola non molto comune per descrivere il mio presente alle cui spalle riesco a vedere ben chiare tutte le strade che ho percorso e davanti la via che ho scelto di intraprendere."


C'è qualcosa che cambieresti di questo EP?


"No, non sono un tipo da passi indietro. Anche quando facevo l’università, non ho mai capito l’esigenza di rifare un esame per prendere un voto più alto e alzare la media. Quello che è stato è stato. Le canzoni sono sempre delle fotografie più o meno fedeli di un momento che hai vissuto. È tutta una questione di scelte."

Una fotografia di Enrico Scanu, in arte Ariù


Cosa devono aspettarsi coloro che ancora non lo hanno ascoltato?


"È un disco prevalentemente pop, che contiene anche altre sonorità diverse. Dal mio punto di vista è sempre molto difficile, però credo che la matrice di tutto il lavoro sia una scrittura chiara e sicuramente intimistica. Un qualcosa di semplice prodotto con delle soluzioni un po’ ricercate."


Quali sono i tuoi progetti futuri?


"Sto cominciando a lavorare a del materiale nuovo e sto cercando una direzione più precisa per quanto riguarda il mio sound. Mi piacerebbe mettermi a lavorare su un album, quindi un lavoro un po’ più lungo Nottetempo. Per ora sto riordinando un po’ le idee. Ho già qualche bozza ma è tutto in uno stato ancora embrionale. L’ unica cosa della quale sono certo è che ho voglia di buttarmi in qualcosa di nuovo."



Articolo di Sacha Tellini.

Per le fotografie, si ringrazia Morgana Grancia.

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