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  • Angelo Rendine

"Noi siamo il Triangolo" - Intervista a Marco Ulcigrai

Aggiornato il: feb 29

Ciao Marco!

Chi sono o chi è il Triangolo e come nasce?


"Il triangolo nasce quando tre ragazzi con la passione del rock si incontrano a Luino, cittadina di provincia, e uniscono le loro esperienze musicali maturate negli anni precedenti per dar vita ad un progetto insieme.

Del resto siamo stati sempre appassionati e abbiamo sempre ascoltato e suonato rock in tutte le sue declinazioni, forse un po' più punk devo dire."


Domanda simpatica…Chi è l’ipotenusa e chi i cateti?


"Siamo un po' tutti cateti e tutti ipotenusa fino a quando poi il batterista della formazione iniziale è uscito dal trio.

Al momento quindi il triangolo è formato sostanzialmente da me (Marco Ulcigrai) e Thomas Paganini."




Nella foto da sinistra Thomas Paganiuna e Marco Ulcigrai.



Raccontaci delle vostre esperienze iniziali e del primo album.


"Venivamo da progetti diversi e poi una volta iniziato a suonare e scrivere insieme abbiamo puntato su 4/5 pezzi partecipando e vincendo un concorso indetto dalla Ghost Records che prevedeva come premio la pubblicazione di un disco. Poi l’interesse da parte dell’etichetta per la nostra band è andata avanti fino a produrre il nostro primo disco nel 2012.

Il primo album è stato scritto e influenzato molto dal movimento musicale della beat generation italiana degli anni 70, band come I Corvi o lo stesso Celentano unito al cantautorato italiano sono stati molto influenti nel nostro sound.

Il tutto realizzato in una chiara cadenza punk, anche perché è un album registrato all’età di 22 anni del resto.

La modalità di scrittura è rimasta più o meno la stessa anche per il secondo album ma la post produzione legata anche ai nostri ascolti musicali diversi rispetto a 10 anni fa circa è molto più contaminata, più hi-fi, più contemporanea."


Quando componete ognuno ha un ruolo preciso? Oppure no?


"La fase embrionale nasce da me e la mia chitarra, poi insieme a Thomas gli diamo una forma e un sound più determinato, infine c’è il lavoro in studio per la produzione che rende la traccia definitiva."




Ci parlavi degli altri progetti in cui eravate coinvolti prima, ma so che tu in questi 7 anni non sei stato proprio in vacanza.


In realtà no, ho avuto esperienze con band già affermate come Ministri, Le Luci della Centrale Elettrica…"


Com’è stato andare in tour con i Ministri?


"E’ stata un’esperienza bellissima, del resto sono cresciuto con le loro canzoni e sono da sempre un loro fan ora per me sono come dei fratelli maggiori."


Cosa volete esprimere in questo ultimo album?


"Il manifesto del disco è il titolo stesso dell’album, “Faccio un cinema”, è inteso come un risvegliarsi dal torpore che si ha quando si vede la tele sul divano per fare un esempio e poi decidi di fare qualcosa di importante per te e la band…. di fare un po' un “casino” e rimettere in ballo tutto quello che è stato negli ultimi sette anni e non solo. Risvegliarsi dagli anni di pausa!"


E il tema del cinema?


"Il cinema è centrato nel nostro sound e nel nostro immaginario.

Spesso ci hanno detto che i nostri testi e le nostre musiche erano molto “catalogabili” come soundtrack o in un vero e proprio storytelling. Da qui nasce anche la mia voglia di raccontarmi attraverso i testi o magari inventarmi dei personaggi che raccontano del loro privato e delle loro esperienze di vita."


La copertina dell'ultimo album del Triangolo: "Faccio un cinema".



Qual è il tuo pezzo preferito di questo disco? Il mio preferito è "Il giorno sbagliato" nonostante mi aspettavo una coda più lunga in assolo.


"Siamo per i dischi corti, decisi e diretti.

Meglio canzoni “killer” che arrivano in maniera più efficace, che inutili pezzi messi per raggiungere il numero di tracce ideale per un album che deve uscire.

La canzone di cui parlavi effettivamente è stata tagliata in produzione ma ci è piaciuta così, nonostante il pezzo nasce con una coda più lunga effettivamente…

La mia preferita è “Il giorno sbagliato”. È la canzone più mia, molto intima, e lo si può notare dall’arrangiamento prevalentemente acustico

La nostra (la mia e di Thomas) invece è “Il cielo” che all’inizio non doveva neanche entrare nel disco ma poi ci ha conquistato."


Cos’è l’indie in questo momento storico in Italia? Com’è cambiato rispetto a 10/15 anni fa?


"Non saprei se è diverso rispetto a 15 anni fa, ero troppo piccolo, ma 10 anni fa eravamo ancora nella provincia e l’alternative italiano aveva un’espressione veramente indipendente.

Oggi ha perso un po' di valore il significato passato perché si è creato un mercato che lo ha totalmente snaturalizzato; oggi non è più indie, è un'altra cosa.

Il processo può rivelarsi sia positivo che negativo, al momento credo debba stabilizzarsi.

C’è stato una sorta di post calcuttismo che ha prodotto molti artisti “derivativi”, fotocopie su fotocopie, ma è un castello di carta che credo tenderà a sgretolarsi.

E di questo lato negativo ovviamente ne risente la qualità delle produzioni musicali."


Domanda provocatoria: avete più paura o più voglia di diventare mainstream?


"Non so cosa aspettarmi, torniamo dopo un assenza dove è cambiato “tutto”.

Non ho paura di diventare mainstream, non ho un etica rispetto a questo, ma credo che devi mantenere il tuo carattere e far si che il “soldo” non cambi i tuoi ingredienti fondamentali."


Com’è andato il release party?


"Molto bene! E’ stata l’occasione per riveder fan e amici che non vedevamo da molto tempo. Abbiamo organizzato uno showcase semplice e ci siamo divertiti tantissimo."


Avete in programma un tour?


"Ci saranno delle date di presentazione invernale e poi un tour un po' più fitto nel periodo estivo."



Nel frattempo dove vi possono ascoltare e trovare i vostri fan?


"Siamo su tutti i canali social basta cercare “Il triangolo band” e possono ascoltarci su tutte le piattaforme di streaming musicale."


A nome della redazione di Rockography volevo ringraziarti per il tempo che ci hai dedicato!

Ci vediamo al prossimo live?


"Certo! Siete tutti invitati. Aggiorneremo a breve tutte le info necessarie per passare una bella serata insieme!"


"Grazie Rockography! A presto!"

Intervista a cura di Angelo Rendine.

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