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  • fabio miccinesi

“Mentre fuori gli altri si fanno grandi, noi… risaltiamo così”: leggi l’intervista ai rovere

Aggiornato il: 24 mag 2019

Un trio che suona senza pensieri e sogna col pubblico. Vi racconto la mia intervista ai rovere, la band bolognese che porta in tour il suo primo album “Disponibile anche in mogano”.


Buonasera rovere!

Come inizia il vostro percorso musicale insieme?

Come vi siete conosciuti e quando avete iniziato a lavorare nel mondo della musica?


Luca: “Io e Lorenzo suonavamo insieme già da tempo insieme a Frank, il nostro bassista, che a sua volta conviveva con Nelson. Avevamo bisogno di un cantante e Frank ci ha fatto conoscere

quest'ultimo, formando così l’ossatura del nostro gruppo. Abbiamo iniziato in sala prove, subito facendo inediti, non cover, e piano piano siamo cresciuti, sia nei rapporti interumani che nella musica che tiravamo fuori.”


Intervista ai rovere in occasione del loro concerto al Capanno Black Out

Mi incuriosisce il vostro nome: da dove nasce?


Nels: “Ci siamo ripromessi di inventarci una storia credibile sul nome, però sei arrivato troppo presto, al momento vale ancora il fatto che “suonasse bene”. In realtà, le prime prove che abbiamo fatto insieme sono state in un posto di Bologna che si chiama zona “roveri”, e quindi abbiamo estrapolato parte del nome di questa zona e l’abbiamo fatto nostro, non c’è nessun’altra storia figa a riguardo. Tra qualche mese magari avremo una storia un po’ più appassionante da raccontare!”


La domanda viene di conseguenza, perché l’abolizione della maiuscola nel nome della band?


Nels: “Anche questo in realtà potrebbe avere un significato super figo, ma semplicemente quando abbiamo pensato al nostro nome, ci sembrava un po’ banale. Poi a un certo punto l’abbiamo scritto tutto in minuscolo e abbiamo notato che assumeva un qualcosa di hipster e indie che ci piaceva. Ragionandoci sopra, pensando anche a quello che è il nome del disco e della copertina, abbiamo notato che essendo così piccolini, risaltiamo. In un mondo di gente che si fa grossa, noi ci facciamo piccoli e... si nota!”


Bologna è la vostra città, dove siete nati e cresciti umanamente e musicalmente: quali sono stati i posti che vi hanno visto muovere i primi passi?


Lorenzo: “Io e Luca ci conosciamo dalla prima elementare, siamo cresciuti insieme e avevamo prima un vecchio gruppo, con cui suonavamo in diversi ristoranti di Bologna, in piccoli locali, persino in gelaterie e tigellerie... insomma in quei posti molto carini dove ti vengono a sentire gli amici e i parenti, che si rompono anche un po’ le scatole di venirti sempre a vedere (però sono sempre stati bravi, ci hanno sostenuto). Non abbiamo perciò un punto di riferimento, ma abbiamo suonato in tanti piccoli posti a cui siamo rimasti molto legati. “


Nels: “Io personalmente la penso forse in modo diverso dagli altri perché vengo da una realtà di YouTube. Io faccio video, ho un mio canale e avevo già un po’ di seguito. Perciò sono partito con l’idea che in ogni caso “qualcuno già ci ascolterà”. Se mi avessero chiesto da piccolo qual era il lavoro secondo me più bello del mondo, avrei risposto il musicista, o il cantante. Tutto ciò sta succedendo e mi emoziono: stare su un palco, cantare insieme alla gente e sentire questa alchimia che sale, è qualcosa di meraviglioso.”


I rovere, da sinistra a destra: Luca Lambertini, Nelson Venceslai e Lorenzo Stivani

C’è stato un momento, un concerto, o non so, un incontro in particolare in cui avete capito che ciò che facevate per puro svago, sarebbe potuto diventare qualcosa di molto più grande?


Nels: “Io personalmente la penso forse in modo diverso dagli altri perché vengo da una realtà legata a YouTube. Io faccio video, ho un mio canale e avevo già un po’ di seguito. Perciò sono partito con l’idea che in ogni caso “qualcuno già ci ascolterà”. Se mi avessero chiesto da piccolo qual era il lavoro secondo me più bello del mondo, avrei risposto il musicista o il cantante. Tutto ciò sta succedendo e mi emoziona: stare su un palco, cantare insieme alla gente e sentire questa alchimia che sale, è qualcosa di meraviglioso.”


Lorenzo: “Io mi ricordo la prima volta che abbiamo pubblicato una foto su Instagram. Ero abituato a ricevere 20 - 30 mi piace “stando larghi”, mentre dopo la pubblicazione della prima nostra foto raggiungemmo circa 2500 like. Ho passato l’intero pomeriggio a leggere tutti i commenti, è stato veramente emozionante. Risposi personalmente a circa 800 messaggi. Con il singolo tadb abbiamo poi superato i 2500 messaggi. Un altro momento molto bello è stato qualche settimana fa a Torino, quando ci siamo svegliati in stanza ed eravamo pubblicati su una prima pagina, lì ci siamo emozionati tantissimo ed abbiamo sentito la felicità.”


È uscito il vostro primo album Disponibile anche in mogano: c’è tra le 10 tracce un singolo a cui siete particolarmente affezionati?


Luca: “A me piace molto Peter pan, perché è una canzone uscita un po’ per caso, ma che alla fine è piaciuta un sacco e perciò la sento molto mia.”


Nels: “Le mie preferite sono Soli come a Bologna, che ha un mood un po’ più malinconico delle altre ed è un genere che io ascolto più volentieri, e Sport.”


Lorenzo: “Io sono molto legato a Primavera 80. E’ nata da una mia idea iniziale, un ricordo d’infanzia legato ai soldatini di plastica che usavo da piccolo per le battaglie dentro la vasca da bagno. Da lì l’abbiamo sviluppata insieme e ne è uscita una piacevole canzone.”


Chi è lo scrittore del gruppo?


Luca: “Non c’è un unico scrittore, ognuno di noi porta delle idee, ci lavoriamo insieme partendo da una base strumentale e costruiamo le nostre tracce. L’unica che non è partita da una base è stata Caccia militare. “


Lorenzo: “Il segreto nostro è che siamo molto collaborativi tra di noi, quindi in realtà la canzone che porta uno diventa di tutti, ognuno può aggiungere quel dettaglio che gli piace e la fa sentire propria.”


Primo piano su "Nels", prima voce del gruppo

Siete nel pieno del vostro tour dove toccherete tantissime città come Padova, Ravenna e Roma. Come state vivendo questa esperienza?


Nels: “Siamo partiti molto strong, il nostro tour è partito insieme a quello dei Pinguini Tattici Nucleari, abbiamo aperto il 70 - 80% dei loro concerti, avevamo quindi di media 3 date alla settimana ed eravamo perciò sempre in giro. Oltre a suonare insieme lavoriamo, lo scorso weekend ho guardato il mio calendario e mi sono accorto che non avevo un giorno di riposo dal 14 marzo. Due mesi con tutti i giorni occupati. Adesso stiamo entrando in un periodo accattivante, nonostante gli sforzi ci sentiamo di dire che è la vita più bella del mondo."


Luca: “Girare un sacco di città, conoscere un sacco di persone, che già ti amano per quello che fai, per noi è stata una cosa inizialmente impensabile, ma bellissima."


Lorenzo: “Fisicamente è faticosissimo, mangi ad orari strani, dormi in furgone. C’è da dire poi che sul palco noi non ci risparmiamo e ci piace troppo saltare e muoverci con i nostri fan. La carica del pubblico ci da una carica incredibile e la fatica si dimentica.”


Quali sono le vostre attività oltre la musica?


Nels: “Io ho un canale YouTube, che attualmente è un po’ fermo a causa del tour, ma riprenderà molto presto la sua piena attività. Faccio poi parte di Space Valley, che è un talk show che gestisco con altri colleghi.”


Lorenzo: “Io sono un maestro di scuola dell’infanzia da ormai due anni.”


Luca: “Io, anche se può sorprendere, sono laureato in medicina: sono un dottore!”


Quali i sono i vostri prossimi obiettivi, state già fantasticando sul vostro futuro?


“Ti diciamo che per noi ora è un sogno e non possiamo fare a meno di goderci il presente e il nostro tour. Il nostro lavoro sul primo album è da poco completato, ma sappiamo che non vogliamo fermarci qui: nei prossimi giorni inizieremo già a ritrovarci per scrivere e creare un secondo album, la cui data di uscita per il momento rimane un nostro segreto. “



Intervista a cura di Fabio Miccinesi.

Le fotografie sono di Nicholas Pasquini.





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