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"Maddai" è come un album fotografico – leggi l'intervista a Claudio Caponetti

Aggiornato il: apr 19

Claudio Caponetti ci racconta Maddai, il suo album d'esordio


Il 25 settembre è uscito il tuo album d’esordio, Maddai. Com’è nato questo lavoro?


"Sono 5 canzoni scritte una di seguito all’altra, e ognuna è una fotografia di uno specifico stato emotivo e personale. Volevo intrecciare tante cose – quello che stavo passando umanamente, quello che mi piace e che non mi piace – e poi rovesciare tutto dentro un contenitore musicale che rappresentasse a pieno le varie sfumature di questi momenti."


La cover dell'album Maddai di Claudio Caponetti
La cover dell'album Maddai di Claudio Caponetti

La cover dell'album Maddai di Claudio Caponetti


Che significato ha per te?


"È stato il mio disco d’esordio e per questo ci sono particolarmente attaccato, lo sento davvero come un figlio appena nato, qualcosa di ingenuo e fragile."


L’album è composto da cinque canzoni. Ce le racconti?


"Le 5 canzoni sono un piccolo viaggio che parte dal disorientamento di Google Maps e finisce nella solitudine di Solo, ma nel mezzo succede qualcosa che mette tutto in subbuglio. Maddai è il terzo brano del disco, quello centrale, è anche il più spensierato e festoso; come in un piccolo crescendo si sale fino a qui, per poi scendere giù di nuovo."


Claudio Caponetti in spiaggia
Claudio Caponetti in spiaggia

Claudio Caponetti fresco d'esordio musicale con il suo album Maddai


Come si promuove un album in una situazione come quella che stiamo vivendo?


"Purtroppo non credo sia possibile una vera e propria promozione, un po' ti possono aiutare i social… ma io ogni tanto ci faccio a pugni coi social."


Cambieresti qualcosa di Maddai?


"No, però avrei tanto voluto cantarlo un po' in giro."


Quali sono i tuoi progetti futuri?


"Oggi è uscito un nuovo singolo che si chiama Antartico ed è per me l'inizio di un nuovo ciclo creativo. Sto provando a portare la mia scrittura e il mio gusto in altre direzioni. Usciranno altre canzoni e ci saranno tantissime chitarre."


Intervista a cura di Sacha Tellini

Per le fotografie si ringrazia Carosello Records

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