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"Luna in Ariete? È il mio grido intimo, ecco il perché": leggi l'intervista a Ilaria Pilar Patassini

Aggiornato il: 12 dic 2019

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Ilaria Pilar Patassini, fresca di pubblicazione del nuovo album di inediti "Luna in Ariete".


Buona lettura.


Allora Ilaria, "Luna in Ariete" è il tuo ultimo album di inediti, arrivato quattro anni dopo aver pubblicato il tuo ultimo disco, "L'amore è dove vivo". Come nasce il tuo ultimo lavoro?


"Luna in Ariete nasce da una lunga apnea, da un trasloco, da moltissimi spostamenti, dal confronto con Federico Ferrandina, musicista meraviglioso con cui collaboro da 10 anni e che con me firma la produzione artistica e parte delle musiche e degli arrangiamenti. Il disco nasce anche da delusioni pesanti e meravigliose conferme. E' un intimo grido, una risata personale, assordante, incazzata e felice."


Cosa lo differenzia dal precedente?


"E' il primo progetto che firmo per intero. Come ha detto un amico giornalista forse - finalmente - il fatto di espormi come cantautrice e produttrice mi ha fatto mettere insieme tutte le mie anime, non ne è stata dimenticata nessuna. Evviva."

Ilaria Pilar Patassini

Hai inciso il disco durante una gravidanza: quanta traccia c'è della tua maternità in questo album?


"Più di una direi. Le foto di copertina e del libretto sono state scattate al quinto mese di gestazione, il disco è stato registrato con un audio-video in presa diretta durante il quinto, sesto e settimo mese di gravidanza. E poi ci sono molte tracce nelle canzoni. C'è ossitocina, ovunque."


"A metà", "Il suono che fa l'universo", "Nessun tempo si perde" sono i tre singoli che hanno anticipato l'uscita dell'album: come mai la scelta di queste tre canzoni?


""A metà" mi sembrava rappresentativa di moltissime istanze del disco come la dualità, la contrapposizione, il cantato parlato che mette al centro la parola, la letteratura e l'arrangiamento, con qualche passaggio dove i contrappunti dei fiati hanno un sapore di musica antica. "Il Suono che fa l'universo" è una delle tracce più emozionanti, una delle preferite dei musicisti. "Nessun tempo si perde", amorosa e ironica, fa da trait d'union con quegli andamenti di milonga presenti in molti dei miei lavori passati ma sempre presente nelle scelte artistiche."

Un ritratto di Ilaria Pilar Patassini

Qual è il messaggio connesso all'album?


"Il messaggio deve interpretarlo chi ascolta e non chi scrive, però se dovessi proprio suggerirne uno, data la presenza di tanti contenuti, musicali, testuali, d'immagine, direi che è un lavoro complesso e che ci tiene a dare il proprio contributo alla rivalutazione, salvaguardia e diffusione della Complessità. Oggi tutto intorno ci suggerisce di procedere nelle nostre scelte per slogan e tifoserie, a colpi di like e di presenza continua di immagine. Ma la realtà è complessa così come lo sono i rapporti umani, la biodiversità, le scelte di vita, la democrazia, così come complessa è la libertà vera, che si conquista con pazienza e fatica e che si mantiene con cura e con il costante timore di perderla. Se mortifichiamo e addirittura mandiamo al macero dei valori fondanti della civiltà come l'importanza e il rispetto per la cultura, di conseguenza ci avviamo al declino dello sviluppo costante di una virale empatia. Se dimentichiamo di amare la complessità, di farne parte, allora l'Umanesimo muore e andiamo progressivamente verso la realtà distopica e orrenda di Matrix."


Ci racconti il perché di questo titolo?


"Tanti anni fa dopo un concerto, una signora mi disse che dovevo per forza essere del segno del Leone, perché avevo troppi ricci e troppa passione. Invece di leoni nessuna traccia. Ma nella mia mappa astrale, che ho letto insieme a lei, la Luna era in Ariete. Sono andata a leggere il significato attributo dall'astrologia a quanto emerso: mi sono davvero ritrovata in tutto. Ci ho riso su e poi la canzone è arrivata da sé."


C'è qualcosa che cambieresti in "Luna in Ariete"?


"Onestamente, felicemente, no."

La cover dell'album "Luna in Ariete"

Quali sono i tuoi progetti futuri in ambito artistico?


"A novembre sarò in concerto in Canada, poi da dicembre inizierò con le date di tour di disco, che andranno avanti per tutto l'anno prossimo. Ho una collaborazione con il grande Geoff Westley e un progetto live dedicato al repertorio di Fabrizio de André in versione sinfonica, nel quale canterò insieme a Peppe Servillo. Una vera gioia. "


Articolo di Sacha Tellini.

Si ringrazia Big Time - Ufficio stampa e promozione per le fotografie.




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