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  • Giorgio Cappai

La libertà come strada maestra

Aggiornato il: 27 nov 2019

Nel 2005 è cominciato quello che viene chiamato da tutte le riviste specialisitiche il "thrash metal revival". I Sacred Reich ebbero l'unica sfortuna di nascere troppo tardi e di non trovare più spazio in un mercato musicale che si divideva tra groove metal, grunge e stoner rock.

La cover picture di Surf Nicaragua

Il 2019 ha visto il ritorno discografico dei Sacred Reich, band appartenente alla seconda ondata del movimento thrash metal, ondata che proponeva band sopraffine come i Violence, i Suicidal Tendencies e, volendo fare un po' i patriottici, gli italiani IN.SI.DIA e gli Extrema.


Uno dei pregi della band, capitanata da Phil Rind, sta nel aver preso e rielaborato tutti gli stilemi creativi dei padri fondatori del genere, creando però una proposta personale e ricercata. Questo EP è importante perché è stato un passo fondamentale che ha portato alla creazione dell'album capolavoro Independent e al successivo ottimo Heal. A partire dalla copertina, che vede raffigurato Od, la mascotte del gruppo, che fa surf con una bomba in mano, incorniciato da dei teschi.


La band nei loro primi anni

La batteria avanza inesorabile come un carro armato, i riff sono rocciosi ma mai troppo semplici, come le ritmiche del migliore dei James Hetfield possibili, e la voce di Phil Rind è profonda, calda e rabbiosa allo stesso tempo. In 4 canzoni (più la cover di War pigs dei Black Sabbath) la band di Phoenix denuncia senza sotterfugi la politica militare spregiudicata del loro paese, cantando anche di un futuro in cui gli uomini potranno essere liberi e la società progredire. La prima traccia è la title track, canzone che può essere tranquillamente considerarsi alla pari delle pietre miliari del genere. Riff veloce e preciso e la riproposizione in chiave metal della hit Wipe Out, dei Surfaris, nella penultima strofa. One nation comincia pachidermica con delle accellerazioni improvvise e uno splendido assolo di Wiley Arnett. Segue la cover dei Black Sabbath, decisamente ben riuscita. Draining you of your life è puro speed metal, in certi tratti ricorda Gung-Oh degli Anthrax, strofe in blast beat che si alternano ad altre più cadenzate. Il lavoro si chiude con due brani live tratti dal precedente disco, ignorance, per un totale di sette pezzi. Surf Nicaragua è un ottimo lavoro per quelli che vogliono approfondire il genere e scoprire le innumerevoli band nate dopo la pubblicazione di Raining Blood, Rust in Peace e Master of Puppets, considerati dai critici la massima espressione del thrash metal.



Recensione a cura di Giorgio Cappai.

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