• Angelo Rendine

John Qualcosa: i musicisti della porta accanto

Quando AmbraMarie Facchetti e Raffaele D’Abrusco decidono di rendere “tangibile” tutto il loro pensiero creativo era il 2011.

Non avevano bisogno di grandi mezzi tecnici e la loro produzione sia dei testi, scritti quasi per gioco, che di musiche ed effetti create con microfoni di fortuna e software freeware, avevano il sapore autentico di un “indie home made”.

Ai ragazzi piace anche realizzare da soli i loro videoclip, utilizzando anche qui gli strumenti a disposizione. Sul loro canale YouTube si può vedere il primo video registrato (quasi fuori sincro) davanti alla loro webcam, ma è possibile anche notare l’evoluzione dei loro progetti guardando invece l’ultimo clip realizzato a Montauk, la famosa spiaggia che compare nel film “Eternal Sunshine Of The Spotless Mind” di Michel Gondry, che ha ispirato (molte infatti sono le influenze del cinema) l’intera composizione del brano “Sfacelo Azzurro”.



AmbraMarie Facchetti e Raffaele D'Abrusco. Foto di Fleisch Ufficio Stampa



Anche quest’ultimo brano compare nel loro album d’esordio uscito da qualche settimana dal titolo “Sopravvivere agli amanti”.

In questi 9 anni i John Qualcosa hanno raccolto tante tracce rigorosamente autoprodotte che hanno formato un flusso di coscienza rimasto intrappolato nella loro camera fino al momento che hanno deciso si inserire il tutto nel loro debut album.

La loro idea inizia a concretizzarsi circa 2 anni fa a a seguito del loro primo tour.

Collezionano un po' di date tra il nord e il centro Italia, fino ad arrivare sul palco del Collisioni Festival nell’agosto dell’anno successivo. “Sopravvivere agli amanti”, il cui titolo è un omaggio a “Only lovers left alive” di Jim Jarmusch è un album totalmente autoprodotto ma vanta la collaborazione di Filippo Cornaglia, Niccolò Fabi, Bianco e Andrea Laszlo De Simone.


Cd cover


Atmosfere pacate, intime e acustiche sono le sonorità che danno continuità alle storie che si raccontano con al doppia voce.

I delay si impongono in queste atmosfere soprattutto nei brani “15 Million Merits” e “Il ladro e la strega”.

Storie di vita passata raccontata con l’ausilio di suoni ambientali come nella traccia “La mia Amsterdam”.

Tutte le tracce si ricompongono poi in una danza di chitarre acustiche, violini, pianoforti e sintetizzatori che danno un chiaro tratto distintivo a questo duo.


AmbraMarie Facchetti e Raffaele D'Abrusco. Foto di Fleisch Ufficio Stampa



Il tema, anche visivo, del viaggio la fa da padrone, e nella title track dell’album c’è tutta “La pancia” dei John Qualcosa che fanno del loro cantautorato una descrizione magica delle loro radici ma che è influenzato anche da paesi distanti soprattutto per cultura.

Questo album anche a detta del duo è la loro fotografia perfetta.


recensione a cura di Angelo Rendine.

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