• Giorgio Cappai

Imparare a stare sul limite. I Bacon Before Burns raccontano il loro mondo musicale.

Band originaria di Monza, i Before Bacon Burns, spiccano per una proposta musicale che ha degli elementi innovativi, che partendo da sonorità tipiche dell'indie rock italiano degli anni 2000, mostra degli elementi evolutivi, che strizzano l'occhio al post hardcore. Rockography ha cercato di approfondire la storia e la concezione musicale della band.

Qual è il significato del vostro nome?


"Diciamo che il nostro nome è stato scelto principalmente per la sua bellissima tripla allitterazione (BBB) e il bacon, che piace a tutti. Volendo trovargli un significato più profondo, potremmo dire che è un po’ un'incitazione a cogliere l’attimo, a spingersi al limite, prima che il bacon si bruci."


Come nasce un vostro brano? Partite dalla musica, dai testi o avete un altro approccio?


"Siamo molto anarchici nella stesura dei nostri pezzi, che la maggior parte delle volte nascono da momenti di improvvisazione creativa in sala prove, sui quali vengono in seguito adattati le bozze di testo che Eleonora ha scritto o pensato prima o dopo la nascita della melodia."



La formazione dei BBB. Da sinistra: Davide, Stefano, Eleonora e Andrea.


In questi anni avete fatto un sacco di date live. Tra tutti gli artisti che avete incontrato quali sono quelli che vi hanno insegnato di più e, volendo, hanno inciso maggiormente nella stesura del nuovo album?


"Ogni occasione di condividere un palco è stata preziosa per la nostra crescita, musicale e non. Abbiamo imparato tantissimo da tutti i musicisti con cui abbiamo avuto la fortuna di dividere una serata, e altrettanto dagli “addetti ai lavori”, che ci hanno spesso insegnato quanto possa muovere la passione in quello che si fa. Riguardo la stesura del nuovo album, citeremmo il bel momento di confronto con Giorgio Ciccarelli, grande artista che ha seriamente dedicato del tempo all’ascolto del nostro primo album (La musica elettronica è il futuro), regalatogli dopo una apertura di un suo live al Tambourine di Seregno. I suoi feedback e le sue critiche costruttive ci sono stati sicuramente utili nella ricerca di suoni “svecchiati”, insieme al fantastico lavoro fatto con il nostro produttore Andrea Ravasio."


I Bacon Before Burns preferiscono la dimensione studio di registrazione o la dimensione live?


"Partendo dal presupposto che in studio ci divertiamo sempre tantissimo, sia per la stupenda atmosfera del Frequenze Studio di Monza (una seconda casa ormai da 7 anni abbondanti), sia per la collaborazione con un professionista eccezionale come Andrea Ravasio (Neve records), che ci ha seguiti dalla revisione dei brani alla loro registrazione e post produzione, i BBB amano fare casino su un palco e quest’ultimo anno e mezzo di “ritiro dalle scene” per ultimare l’album ci sta facendo soffrire. Non vediamo l’ora di ripartire a fare quello che ci piace di più: sudare su un palco."


I due singoli usciti hanno hanno delle sonorità molto interessanti, ho molto apprezzato le parti di chitarra. Entrambe si discostano dalle canzoni del primo album per un’impronta più “cruda”. Dobbiamo aspettarci un album più “diretto”, con meno sonorità che rimandano all'indie italiano?

Nel primo album ho sentito una fortissima influenza dei Tre Allegri Ragazzi Morti, ad esempio.


"Sicuramente abbiamo cercato di dare una nuova impronta al nostro sound, lavorando per eliminare un po’ di ridondanza e raddoppi nelle parti armoniche che caratterizzano un po’ il nostro lavoro precedente (scritto ed arrangiato da soli). Eleonora ha acquisito un filino di dimestichezza in più con la chitarra, che in alcuni pezzi si discosta dal ruolo puramente ritmico dello scorso album, per dialogare maggiormente con la chitarra solista di Andrea. Ci sembra di aver trovato un suono più accattivante, restando fedeli alle nostre corde."





Dove volete portare la band? Vi interesserebbe fare qualche esperienza live in Europa?


"Ci piacerebbe portare la nostra musica a spasso per l’Italia, ma non abbiamo pretese irrealistiche: vorremmo girare per locali e divertirci, tenendo conto che non siamo professionisti della musica, con tutto quello che comporta. L’Europa ci pare un obiettivo molto ambizioso, ma mai dire mai."


Quando vi vedremo in Toscana?


"Quando volete sentirci! Ci piacerebbe moltissimo condividere qualche serata nella vostra splendida regione e magari poter ricambiare con le vostre band qui tra Monza e Milano!"


Noi, aspettando una loro discesa in terra Toscana, oltre a consigliarvi di andare a vederli live possiamo invitarvi a seguirli sui loro canali social, specialmente Spotify e Youtube.

Buono ascolto.


Intervista a cura di Giorgio Cappai.

Foto concesse da Astarte Agency

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