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Il rock è vivo e lotta insieme a noi: leggi la recensione del concerto di Piero Pelù a Firenze

Aggiornato il: 26 nov 2019

È il Tuscany Hall di Firenze il luogo scelto da Piero Pelù per chiudere il suo "Benvenuto al Mondo Tour", che risponde con un tutto esaurito per il concerto del grande rocker italiano.


Sono alcune immagini impressionanti di disastri ambientali, allagamenti e frane, quelle che, proiettate sui quattro pannelli verticali profilati di verde acceso e posti a fondo palco, danno inizio allo spettacolo. La voce fuori campo di Pelù, in una sorta di recitato dalla cadenza tribale, invita a riflettere sul fatto che “noi siamo la terra”, concetto che a più riprese ribadirà durante il concerto. Pantaloni neri d’ordinanza con stringhe laterali, canottiera d'ordinanza, rassicurante bicipite in bella mostra e sguardo da simpatica canaglia: è indubbiamente lui, Piero Pelù.

Piero Pelù in concerto ieri sera al Tuscany Hall per l'ultima tappa del suo tour "Benvenuto al Mondo Tour"

A ribadirlo, come se non bastasse, è l'inizio stesso del concerto, quasi da capogiro: Sto Rock, Tribù, Picnic all'inferno e Bomba Boomerang mandano in estasi tutto il Tuscany Hall. Sul palco la sintonia è palpabile, gli arrangiamenti fanno sì che si possa godere di un entusiasmante alternarsi

di voce e assoli strumentali da parte dei fedeli compagni di viaggi che Piero ha scelto per questo viaggio in giro per l'Italia, ossia la band dei "Bandidos". James Castillo (Giacomo Castellano) alla chitarra, Luc Mitraglia (Luca Martelli) alla batteria e Black Dado (Dado Neri) al basso: ecco chi sono i tre componenti della band. La resa dei brani è esplosiva e ipnotica, grazie anche alla sensualità che Pelù emana nei momenti in cui danza, con quelle movenze che lo contraddistinguono, riprese con fisicità e al contempo sinuose.

Luca Martelli, in arte Luc Mitraglia, alla batteria

In questo stato d’animo total rock viene introdotto un brano che induce al picco emotivo della serata: è Fiorirà, canzone dedicata a tutti coloro che hanno perso la vita per mafia, corruzione, malapolitica, eseguita con uno dei tanti ospiti che accompagneranno Piero in questa esibizione, cioè Rancore. Tutto il concerto, durante il quale Piero Pelù si concede soltanto una piccola pausa, è un continuo susseguirsi di brani resi ancora più potenti, rispetto alla versione registrata in studio, da arrangiamenti di un'efficacia sorprendente: Gioconda, Fa caldo, Tutti fenomeni, Io ci sarò, Bene bene male male, regalano perle di autentico rock italiano. Altri ospiti fanno il loro ingresso sul palco: Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, oltre ai preannunciati Erriquez e Finaz della Bandabardó, contribuiscono a rendere irripetibile questo show.

Piero Pelù e Finaz (Bandabardò), durante il concerto di ieri sera

Il trio di canzoni conclusivo chiude il cerchio di uno spettacolo dannatamente rock: Toro Loco, Picnic all'inferno e Dimmi il nome salutano il pubblico di Firenze, non prima che Piero Pelù si sia tolto la canottiera e l'abbia lanciata verso di esso.

Piero Pelù sul palco del Tuscany Hall

Genuina, verace, potente: queste sono le tre parole più adatte per descrivere questa esibizione.

Il prossimo anno, saranno 40 gli anni di carriera: che la festa appena conclusa abbia di nuovo inizio.

Grazie unico e immenso Piero.


Le fotografie sono di Giulia Ghinassi.

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