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Il rock è vivo e lotta insieme a noi: la recensione del concerto degli Zen Circus a Prato

Manca il lieto fine, non c’è una ragione, anche il mare aperto oggi sembra una prigione“: la prima frase della canzone che apre lo spettacolo degli Zen Circus a Prato (nell'ambito del festival Settembre | Prato è spettacolo), Catene, ha già il sapore della sentenza, che arriva diritta nel pugno dello stomaco di tutto il pubblico accorso per assistere all’evento. Nella penultima tappa del loro tour estivo Il fuoco in una stanza, che terminerà a Carroponte Giovedì prossimo nell’ambito della festa di Radio Popolare, le canzoni proposte hanno il potere di far riflettere, di interrogarsi, il tutto fortemente mischiato ad una modalità di espressione decisamente rock, che invita, al contempo, a scatenarsi e a farsi coinvolgere dalle potenti tonalità portate in scena dalla band di origini pisane. 


“Più voi fate casino, più noi facciamo casino” è il motto che viene pronunciato dal palco dal bassista Karim Qqru: l’invito è presto raccolto dal pubblico, e il circo zen non viene sicuramente meno rispetto alle aspettative. C’è da presentare un nuovo album, Il fuoco in una stanza appunto (riproposto in toto ad accezione dei brani Emily no, Rosso o nero, Quello che funziona, Panico, Questa non è una canzone), protagonista insieme al precedente album, La terza guerra mondiale, della scaletta. Se, come qualcuno aveva affermato, nell’ultimo album degli Zen Circus manca un po' quel suono non raffinato e a tratti sgarbato tipico dei primi lavori della band toscana, durante il live è proprio questo aspetto del suono che viene maggiormente valorizzato durante le canzoni: esemplare, in questo caso, è il lungo assolo finale che accompagna la fine del brano Andate tutti affanculo, con la chitarra acustica che precede un’esplosione finale a dir poco eccitante.


Una foto degli Zen Circus durante il concerto di ieri sera: da sinistra verso destra, Francesco "il maestro" Pellegrini, Massimiliano "Ufo" Schiavelli e Andrea Appino

Nel dispiegarsi del concerto, non mancano gli sketch fra i componenti sul palco, dove la formazione classica ha deciso di avvalersi del contributo offerto alle tastiere dal “geometra” Pagni che, pur non essendo mai in primo piano come produzione del suono, accompagna dolcemente ogni canzone eseguita.

Fra un pubblico da subito in delirio per la performance della band, l’evento scorre in maniera fluente, senza interruzioni: l’unica pausa che la band si prende, è quella prima di concedere il bis (L’anima non conta eViva), e chiudere una festa irresistibilmente rock durata circa due ore che conferma, ancora una volta di più, quanto gli Zen Circus siano una delle più belle realtà musicali contemporanee appartenenti a questo genere.


Una fotografia di Andrea Appino, voce e chitarra degli Zen Circus, immortalato durante il concerto di ieri sera

Per chi fosse interessato, abbiamo avuto la possibilità di intervistare il grande Massimilinao “Ufo” Schiavelli qualche giorno prima del concerto di ieri sera: al seguente link Rockography, l’intervista che ripercorre la carriera degli Zen Circus, dalla nascita fino all’ultimo cd, passando per delle considerazioni interessanti sullo stato della musica italiana attuale.


Da segnalare, infine, la brillante esibizione della band campana A Toys orchestra, che, aprendo il concerto agli Zen Circus, ha veramente scaldato gli animi di tutti, preparando il pubblico al meglio per la performance successiva della band toscana.

Alcune foto del gruppo a Toys Orchestra, sono all'interno della galleria in fondo all'articolo.


Massimiliano "Ufo" Schiavelli durante il concerto di ieri sera nell'ambito del festival Settembre | Prato è spettacolo

La scaletta completa del concerto:

Catene

Canzone contro la natura

La terza guerra mondiale

Vent’anni

Non voglio ballare

Il fuoco in una stanza

Andate tutti affanculo

Ilenia

Sono umano

Il mondo come lo vorrei

L’egoista

La stagione

Pisa merda

I qualunquisti

La teoria delle stringhe

Ragazzo eroe

Figlio di puttana

Nati per subire

Bis:

L’anima non conta

Viva


La formazione della band salita sul palco ieri sera:

Andrea Appino - voce, chitarra, armonica

Massimiliano “Ufo” Schiavelli - basso, cori 

Karim Qqru - batteria, cori

Francesco "Il Maestro" Pellegrini - chitarra, cori 

“Geometra” Pagni - tastiere



Articolo di Sacha Tellini.

Le fotografie sono di Alejandro Joaquin Soto.

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