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Firenze e il tripudio a Coez: leggi la recensione del concerto di ieri sera

L'ingresso in scena al Nelson Mandela Forum di Firenze, gremito di persone per ascoltare Silvano Albanese, in arte Coez, è da vera rockstar. Poco prima delle 21.15, si alza il sipario che rivela l’inizio del concerto, con il rapper di Nocera Inferiore che fa il suo ingresso da una botola che si apre proprio al centro del palco. Felpa metà bianca e metà nera, pantaloni a tinta unita color nero, immancabili occhiali da sole e tanta, tanta adrenalina quando con Mal di Gola apre le fila di quel che sarà un concerto sicuramente intenso e decisamente scenografico.

Coez durante il concerto di ieri sera al Nelson Mandela Forum di Firenze

Giochi di luce, spezzoni di video che accompagnano i suoi brani, scritte cubitali che campeggiano sullo schermo che copre tutta l’aria dell’esibizione: la resa scenica è sicuramente di alto livello. Coez salta, si muove continuamente da una parte all'altra del palco, si tocca il cavallo dei pantaloni, alza in aria l'asta del microfono, mima di suonare una chitarra che non ha: se anche qualcuno fosse capitato al concerto per sbaglio, non esiterebbe a capire che è un vero e proprio rapper. E che rapper. Coez canta tutte le canzoni che compongono il disco È sempre bello: La tua canzone, Catene, Domenica, Fuori di me, lo stesso singolo che dà il nome all'album regalano momenti intensi che uniscono in un unico grande coro la voce del cantante con quella del pubblico.

Coez sul palco del Nelson Mandela Forum

Un rapper che non ha paura di schierarsi. A metà del concerto è un video proiettato a schermo intero a catturare l’attenzione del pubblico. Quello che viene trasmesso è un brevissimo documentario con la voce narrante delle stesso cantante, nel quale vengono proposte alcune riprese della nave Open Arms impegnata in alcune operazioni di salvataggio in mare. “Questo è un messaggio di supporto per chi nel proprio piccolo prova a fare qualcosa di grande” è la dedica voluta da Coez, che a fine filmato si ripresenta sul palco da solo con il proprio pianista per cantare Le parole più grandi.

Coez immortalato durante il concerto di ieri sera

La seconda parte del concerto è un crescendo di emozioni: la platea raggiunge il delirio quando Coez canta Occhiali Scuri, dando inizio ad uno spettacolo davvero pregevole di luci psichedeliche che si mischiano perfettamente al ritmo incalzante e serrato del brano. È il momento di presentare la band. C'è Alessandro Lorenzoni detto “Gaspare” alla chitarra, che accompagna sin dalle origini l'artista campano; alla tastiera c'è Valerio, “Ultimo ma validissimo acquisto”; al giradischi/campionatore il "Banana"; "Passerotto" è alla batteria; chiude il giro di presentazioni "Orange" al basso e al synt, che ha scritto insieme a Coez molti dei brani portati in scena; lui “è il vero capo della ciurma”, parola di Coez. È sempre bello è il penultimo pezzo che anticipa quello che ormai è il brano che segna la fine di ogni sua esibizione, ossia La Strada è mia. Coez abbandona il palco per primo, seguito a turno dal resto dei suoi musicisti. Uno spettacolo che sembra corso via in una manciata di minuti, ma che in realtà è durato quasi due ore: complimenti a Coez, venirti a vedere È sempre bello.



Articolo di Sacha Tellini.

Le fotografia sono di Fabio Martini.

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