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"Corochinato ? Il nostro album più bello, ecco il perché ": gli Ex-Otago si raccontano a Rockography


Nata a Genova nel 2002, la band appartenente all'indie pop italiano, reduce dal 13esimo posto di Sanremo, si è raccontata al nostro Sacha Tellini.


Buona lettura.


Domani approderà a Firenze il vostro tour (Cosa fai questa notte ? Tour 2019), all'interno del quale state proponendo, per la prima volta dal vivo, i brani del vostro ultimo album, Corochinato. Come nasce questo album ?


"Ad un certo punto, dopo Marassi abbiamo sentito il bisogno di tracciare un bilancio, da lì è nata l’esigenza di raccontarci sia tramite delle nuove canzoni, mettendoci al lavoro sul nuovo album, sia facendo qualcosa di diverso ovvero il film documentario “Siamo Come Genova”.


Che cosa rappresenta per voi ?


"Consideriamo Corochinato il nostro album più bello, e rappresenta tante cose: il filo conduttore è l’amore, in tutte le sue sfaccettature, ma c’è anche la voglia di raccontare tutto quello che accade nelle nostre vite, in modo semplice."


Quali sono i punti in comune, e le differenze, con il precedente album, Marassi (2016) ?


"Marassi è un disco molto legato alle sonorità degli anni Ottanta, Corochinato invece ha dei suoni più vicini agli anni Novanta. C’è da dire però che Corochinato è un album senza un timbro preciso, questo perché noi tendiamo da sempre a prestare maggiore attenzione ai contenuti, che a focalizzarci sulla ricerca accurata di un genere e suono preciso."


La band al completo

Corochinato è un album che parla del vostro modo di fare musica, semplice e destinato alle persone comuni, proprio come l'aperitivo caratteristico di Genova, città dalla quale provenite, da cui prende il nome: in che modo la periferia della città, e Genova più in generale, influiscono sul vostro modo di fare musica ?


"Genova e la periferia influiscono moltissimo sul nostro modo di fare musica. Noi abbiamo un rapporto quasi viscerale con lei, pensiamo che sia una città che ti lascia il segno nel bene e nel male e che ti porti sempre dietro ovunque tu vada. Per questo è molto presente nella nostra musica, ci viene naturale. Marassi raccontava di un quartiere di periferia a noi molto caro, per lo più fuori dai riflettori se non fosse per la presenza dello stadio e del carcere, Corochinato non si riferisce solo a un aperitivo tipico genovese, ma anche e soprattutto alle persone comuni, semplici, come noi. Infine in “Siamo come Genova” abbiamo voluto parlare della nostra città a 360°. Dalla Genova della tradizione e dei vicoli cantati da De Andrè alla ferita della tragedia del Ponte Morandi, fino alla volontà di guardare avanti per un futuro che splende."


Il vostro legame speciale con Genova è raccontato anche nel film documentario EX-Otago - Siamo come Genova, firmato da Paolo Santamaria. Che cosa si prova ad essere i protagonisti di un film?


"All’inizio è stato un po’ strano ma poi alla fine ci siamo abituati ad avere le telecamere puntate addosso e ci siamo divertiti. E’ stato per noi un onore avere la possibilità di fare questo film documentario, con alla regia un grande professionista come Paolo Santamaria."


Con il brano Solo una canzone avete partecipato al Festival di Sanremo: che cosa ha significato per voi ?


"Il Festival di Sanremo per noi è stata una bellissima esperienza e una grande soddisfazione oltre a essere una dimostrazione, per noi, che dopo 15 anni di carriera abbiamo ancora qualcosa da dire. L’abbiamo vissuta con grande serenità: ci siamo divertiti molto! Abbiamo ricevuto da parte di tutti un sacco di affetto e il nostro 13esimo posto ce lo portiamo a casa con tanto orgoglio. Siamo andati a Sanremo con un’idea ben precisa, ovvero quella di focalizzarci su ciò che ci piace più fare e ci viene meglio: cantare. La competizione non ci è mai interessata."


Non pensate che per una band come la vostra, che nasce e cresce nell'indie pop italiano, possa essere una "forzatura" partecipare ad un Festival così mainstream?


"Assolutamente no. Per noi partecipare a questo Festival, da molti definito il Festival del cambiamento con un cast rappresentativo a 360° della musica italiana, è stato un piacere. I tempi finalmente stanno cambiando e per andare a Sanremo non devi fare per forza un certo tipo di musica. Speriamo che questo Festival non sia stata un’eccezione ma più l’inizio di una nuova era."


Una fotografia della band

Qual è, del vostro ultimo album, la canzone che vi rappresenta di più?


"Trovarci tutti d’accordo su questa domanda potrebbe richiedere troppo tempo, ogni canzone racconta e rappresenta un pezzo di noi. Però possiamo dirti che noi, sotto sotto, siamo degli eterni romantici e al momento la canzone che ci rappresenta di più è “Solo una canzone”, sia perché tutti noi stiamo vivendo una situazione sentimentale simile, sia perché questo brano ci ha portato a vivere l’esperienza unica del Festival."


Che cosa dobbiamo aspettarci da questo tour ?


"Non aspettatevi il solito concerto, perché daremo vita a una vera e propria OTAGO NIGHT! Stiamo preparando uno spettacolo che vada un po’ oltre a quello che è il solito concerto, che possa far entrare al 100% lo spettatore nel mondo Ex-Otago. Dopo le date a Fontaneto D'agogna e Torino, quest'ultima andata sold out, approderemo domani a Firenze, per poi proseguire in altre città come Padova, Milano (anche questa data già sold out), Senigallia, Bologna, Roma e Bari."


Una volta concluso, quali sono i progetti futuri della band?


"Ci sono un po’ di bei progetti in ballo ma non possiamo rivelare niente! Il massimo che vi possiamo dire è che il “Cosa fai questa notte? Tour 2019” non si fermerà a Bari il 12 aprile, tenete gli occhi aperti per quest’estate!"



Articolo di Sacha Tellini.

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