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Bluagata, un futuro pieno di sole - leggi l'intervista

Freschi di pubblicazione del videoclip di freedom/treason, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Margherita Bencini, voce e synth della band


Com'è nato il gruppo Bluagata? Chi sono i suoi componenti?


Il progetto Bluagata nasce nel 2017. Inizialmente il gruppo era composto da Alessia Masi (voce), Folco Vinattieri (chitarra) e Federico Masi (batteria). Nel 2017 inizia la preproduzione del concept album Sabba, il primo lavoro dei Bluagata. Durante le sessioni di registrazione di Sabba, nell’inverno 2018, Margherita Bencini, cantante già attiva in altri progetti personali, sale a Milano al Noise Factory dove registravano per andarli a trovare. Le propongono di registrare alcune voci. Nei giorni seguenti, dopo varie conversazioni e chiacchierate decidono di allargare il numero dei componenti della band: oltre a Margherita si aggiunge anche Lorenzo Mattei, al basso. Ancora oggi questa è la formazione del gruppo.

Bluagata. Da sinistra a destra: Folco, Alessia, Margherita e Lorenzo che sostengono Federico.


Il vostro primo lavoro risale al 2018, anno in cui avete pubblicato Sabba. Com’è

nato questo album? Qual è il messaggio del brano?


"Come detto, Sabba è stato concepito durante il 2017, ultimato poi durante le registrazioni al Noise Factory a Milano nell’inverno del 2018. Lassù decidemmo che sarebbe stato un concept album, ovvero un album che porta dentro di sé un messaggio preciso. Infatti ogni traccia (sono 13) è dedicata ad una donna (quindi 13 donne) ritenuta strega e quindi condannata a morte dall’Inquisizione. Questo lavoro non vuole avere connotati storici né vuole concentrarsi su un preciso momento storico, ma attraverso la figura della “strega”, da sempre temuta nell’immaginario dell’uomo in quanto indipendente, poco controllabile e poco prevedibile, vuole denunciare una società ai giorni nostri che ancora maltratta, bistratta, accusa, schiaccia, emargina, usa, violenta e poco rispetta le donne di tutto il mondo. Consapevoli del forte impatto che hanno sul pubblico due figure femminili che cantano, vogliamo far passare questo messaggio di non accettazione di un odio verso la “donna strega”, che ai giorni nostri non è altro che una donna emancipata, indipendente e guerriera che lotta per i propri ideali e per quelli di ognuno, che siano donne o uomini. Abbiamo voluto rafforzare il nostro messaggio anche da un punto di vista dell’immagine, scegliendo per i nostri videoclip il bianco e il nero ed un trucco emblematico ed evocativo di un’atmosfera cupa dove c’è poco da star tranquilli, per arrivare a stimolare un qualsivoglia sentimento nell’ascoltatore/spettatore."


Nel 2019 è uscito il vostro secondo album, “The Disguises of Evil”. Com’è nato,

invece, questo lavoro? Che cosa rappresenta per voi The Disguises of Evil?


"The Disguises of Evil è un EP di 6 tracce in inglese, uscito nel 2019. Volevamo cimentarci nella scrittura in lingua inglese (che per altro aveva già in precedenza caratterizzato alcuni lavori di ognuno di noi antecedenti alla realtà dei Bluagata), a differenza del primo lavoro in italiano, per tentare di rendere la nostra musica fruibile anche all'estero, dal momento che diamo massima priorità ai testi e al loro contenuto. È nato dall’esigenza di ognuno di noi autori (componiamo e scriviamo tutti e 5) di confrontarci con le dimensioni del bene e del male. Il linguaggio che abbiamo utilizzato è molto più diretto rispetto al primo lavoro, complice anche la lingua inglese, per sua natura più sintetica e schematica e ricca di vocaboli che hanno molteplici significati. Siamo stati costretti ad abbandonare il superfluo, compiendo delle precise scelte. Abbiamo voluto immortalare questa riflessione: nella vita quotidiana, nella più piccola cosa insignificante come nel più grande conflitto emotivo e sociale che ognuno di noi può percepire e dover affrontare si cela una parte benevola e una malevola. Abbiamo la possibilità di interpretare la realtà con due chiavi di lettura, sta a noi scegliere quale. Come del resto possiamo farlo con le figure o con i “credo” più importanti nella vita di ognuno: infatti abbiamo scelto dei doppi titoli, separati da uno slash, per tutte le canzoni dell'EP. Nella prima parte abbiamo indicato quello che è il soggetto della singola canzone, nella seconda parte il connotato per noi negativo di quello stesso argomento di cui cantiamo e suoniamo: ex mother/ghost; father/poison; freedom/treason; worth/slave; church/revenge e sabba/sabba l’unico ad avere un titolo “uguale”, emblema di un vero e proprio sabba)."


Freedom/treason, l'ultimo singolo pubblicato dalla band Bluagata


Di quale libertà e di quale tradimento cantate nell'ultimo brano pubblicato, freedom/treason, e in che modo il videoclip arricchisce il contenuto della canzone?


"Il 31 ottobre 2020 è uscito il video di freedom/treason, ultimo singolo estratto dall’EP The Disguises of Evil. Il soggetto della traccia è una donna, la famosa donna strega emancipata, se vogliamo, dell’album Sabba di cui tanto abbiamo parlato nel concept precedente. Sotto di lei brucia il rogo di una società troppo ottusa e malata per poterla accettare nella sua interezza e grandezza, tanto da volerla imprigionare nei dettami sociali e da volerla annientare. Il linguaggio è molto diretto e il messaggio lo è altrettanto: possiamo torturare, straziare, costringere, legare il corpo fisico tradendolo, negandogli la sua natura di esistere liberamente, ma ciò che non potremo mai imprigionare è l’anima di ognuno, il soffio vitale che tutto fa risplendere. Il fuoco di una società che vuole bruciarti, rendendoti cenere omogenea e irriconoscibile e il fuoco interiore che brucia il superfluo e illumina il tuo cammino, tuo soltanto."


Quali sono, per concludere, i vostri progetti futuri?


"Nel cassetto ci sono per voi delle imminenti novità che non posso spoilerare, anche se vorrei davvero tanto. Questo periodo di lockdown e zone di tutti i colori diversi è stato molto difficile per noi artisti, come del resto per ogni altra categoria di lavoratori. Abbiamo sofferto, soffriamo tutt’ora perché non possiamo esprimere liberamente il nostro messaggio nella maniera in cui eravamo abituati, attraverso i live. Dall’altra parte dobbiamo ammettere che da marzo 2020 la nostra “produzione artistica” è cresciuta notevolmente, è stato un momento di grande ispirazione e introspezione, stimolata anche dalla costrizione a dover stare lontani dagli altri componenti della band. Ognuno di noi ha potuto scavare dentro di sé, ha avuto il tempo di rovesciare molti cassetti dimenticati da anni o di far saltare qualche serratura che proprio non voleva aprirsi. Siamo molto impazienti di presentarci al pubblico con… non posso davvero continuare, dovrete avere un po’ di pazienza. Ci auguriamo un futuro pieno di sole, dover poter tornare a suonare dal vivo 24 ore su 24, dove le persone non avranno paura di ascoltarsi, con tanti abbracci e la voglia di farsi travolgere da tutti quegli artisti che come noi non hanno mollato la presa anche se c’erano tutti i presupposti per farlo!"



Intervista a cura di Sacha Tellini

Per le fotografie si ringraziano i Bluagata e Lineashow studio fotografico


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